Cenni storici
Si trova lungo la strada da Caprarola per Ronciglione, nei pressi di quella che era l’antica viabilità che collegava le due località.
Non si conoscono le sue origini, alcune tracce di muratura medievale presenti nella zona presbiteriale inducono ad ipotizzare che l’attuale edificio, tardo cinquecentesco, sia stato eretto su una preesistente struttura, forse la duecentesca chiesa di Sant’Andrea, citata dalle fonti come pertinenza del territorio di Casamala e ora non più rintracciabile.
Se ne hanno notizie in una visita pastorale del 1584, nel 1618 e in un’ulteriore visita pastorale del 1670.
In tale anno vi fu una controversia tra il vescovo di Sutri e quello di Civita Castellana: la congregazione dei vescovi dette ragione a quello di Sutri.
Se ne hanno ulteriori notizie in una visita apostolica del 1773, poi, non se ne conoscono i motivi, la chiesa è stata abbandonata e andata in rovina.
Restaurata nel 1884 è stata poi venduta come abitazione privata, quindi utilizzata come magazzino.
V’era un campanile a vela, di dimensioni 1,0 x 2,30 metri, ora non se ne scorge traccia, probabilmente è crollato con la facciata in epoca imprecisata.
V’erano due altari, quello principale dedicato a Sant’Egidio e un secondario, dedicato al Crocifisso, sono stati entrambi trafugati.
Faceva parte della giurisdizione ecclesiastica di Ronciglione, ancorché sita nel territorio comunale di Caprarola.
La chiesa è insolitamente grande per la tipologia campestre, la facciata misura metri 8,80 x 12, l’interno è lungo circa 28 metri.
Aspetto esterno
All’esterno non presenta nulla di rilevante, la facciata, rifatta dopo il crollo, è preceduta da un avancorpo in tufo di recente costruzione; lungo la parete destra si trova un ulteriore corpo aggiunto.
Interno
L’interno, spoglio di ogni arredo e con pavimento in terra battuta, è a navata unica, la copertura del corpo aggiunto è a capriate, l’area presbiteriale, separata da un arco trionfale, è voltata a botte.
Sulla parete d’altare è affrescato un tempietto, malamente ridipinto, al centro del quale c’era un quadro, raffigurante Sant’Egidio, patrono di Caprarola.
Nella parte superiore del tempietto si osserva un’ingenua raffigurazione, ancora ben conservata, della Vergine col Bambino su una nuvola sorretta da angeli.
Sotto si trova la scritta, in caratteri capitali, MARIA; ancora più in basso si legge DILECTUS MEUS MIHI ET EGO ILLI (il mio amato è per me e io sono per lui).
Sulla parete destra, ove era l’altare del Crocifisso, è affrescata una Crocifissione con i dolenti, di buona mano ma estremamente rovinata, quasi illeggibile.
Fonti documentative
P. Chicchirozzi – Le chiese di Sutri e Nepi nell’Etruria Meridionale – Grotte di Castro 1990
L. Passini – Caprarola – Il Paese e la sua storia – Roma 2008
Nota
Foto e testi di Pierluigi Capotondi e Silvio Sorcini.
Nota di ringraziamento
Si ringrazia il gentilissimo signor Maurizio Donadoni, proprietario della chiesa, che ci ha consentito di fare foto e di pubblicarle.
Mappa
Link alle coordinate: 42.30435485277801, 12.24322736018662