Chiesa e Collegio di Sant’Anna degli Scolopi – Città della Pieve (PG)

La chiesa è unica infatti all’interno c’è un’enorme cisterna d’acqua che occupa per intero tutto l’ambiente e al disotto dei suoi piedistalli c’è il mercato di prodotti tipici.

 

Cenni Storici

Tutto ha inizio sulla fine del sec. XVII quando Mons. Orca, Cameriere Segreto del Papa e Canonico di S. Maria ad Martyres, che fu poi Papa col nome di Alessandro VII, fece una donazione di case ai Padri Scolopi per la costruzione dell’omonimo Collegio per l’istruzione e l’educazione della gioventù pievese.
il suo testamento porta la data del 13 giugno 1673 e già pensava di affidare ai Padri Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio, detti anche delle Scuole Pie (da qui il termine “Scolopi“), l’attuazione del suo grandioso progetto.
La sua morte avvenne nel 1680, e nel 1694 gli Scolopi erano già venuti, per dare principio alla costruzione dell’edificio, che doveva sorgere secondo le loro particolari vedute.
Non si conosce l’anno preciso in cui i Religiosi aprirono le loro scuole, ma sappiamo tuttavia ch’erano popolate da molti giovani.
Gli Scolopi insegnavano a leggere e scrivere, i primi rudimenti della lingua latina, la retorica, la filosofia, e specialmente le matematiche.
Adiacente a questo palazzo progettato da Fratel Ambrosio di San Carlo di Montenegrino Valtravaglia e terminato nel 1729 fu eretta la chiesa progettata dall’architetto Fratel Benedetto di San Nicolò di Manduria nel 1737 e terminata nel 1752.
Allo stesso architetto probabilmente vanno attribuiti i campanili della Cattedrale e di S. Agostino, Palazzo Laval della Fargna e la Chiesa di S. Lucia per le strette somiglianze con gli elementi architettonici della Chiesa di S. Anna che presentano analogie con il suo stile.
Fu questo un secolo per la Città di intensi interventi architettonici atti a valorizzare il Rococò romano e questo fu possibile grazie alla collaborazione tra lo Stato della Chiesa e il Granducato che portò nel 1718 alla stesura del trattato della “Concordia“o “Concordato Idraulico” tra Papa Pio VI e Pietro Leopoldo I Granduca di Toscana per la definitiva bonifica della Valdichiana e la città divenne il centro dei lavori dello Stato della Chiesa sulla Chiana Romana con l’insediamento della Prefettura delle Acque.
Durante la temporanea dominazione francese il Collegio fu spogliato di tutti i suoi beni, l’insegnamento dovette essere ridotto, ed alcune scuole chiuse per mancanza di mezzi.
Nel 1827 la Comunità preoccupata di tale mancanza, soccorse l’Istituto scolastico con un assegno, ma fu un beneficio temporaneo in quanto nel 1868 con l’Unità d’Italia e le nuove leggi che miravano alla laicizzazione delle scuole, il Collegio fu soppresso e il Palazzo, ceduto dal Demanio al Comune, divenne Sede Municipale nel 1875, poi sede della Pretura, di altri Uffici ed Associazioni pubbliche.
Le pareti d’angolo su Via Roma furono ricostruite dopo le distruzioni operate dalle truppe tedesche in ritirata nella Seconda Guerra Mondiale, con gravi perdite di materiale archivistico e librario.
La Chiesa venne sconsacrata nel 1901, chiusa e per molto tempo adibita ad usi profani, successivamente fu ceduta in affitto alla locale Società Automobilistica e rimossa ogni insegna religiosa, fu convertita ad uso di garage.
Nel 1923 si progettava un serbatoio per il nuovo acquedotto comunale all’interno della Rocca, (allora adibita a Carcere femminile) ma non verrà mai realizzato, mentre verrà realizzata la fontana, che è quella che ancora oggi si vede sulla facciata della Rocca.
l’Amministrazione Comunale nel 1936 decise allora di costruire il “Conservone dell’acqua” nella ex Chiesa di Sant’Anna degli Scolopi dove ancora oggi si trova ed occupa tutto lo spazio interno dell’edificio sacro.
Lo spazio sotto le colonne del conservone è usato attualmente anche come Mercato Coperto di prodotti tipici.
Nei sotterranei, ha sede la Taverna del Terziere Borgo Dentro.
 

Aspetto

Il Palazzo ora Comune è di forma quadrata con chiostro spazioso e porticato che permette l’accesso dal pianterreno alle numerose ampie sale della ex scuola.
Anche il primo piano è composto di vuoti molto grandi, che servivano per uso di aule scolastiche e per abitazione dei Frati.
Rispetto al Palazzo, la Chiesa si presenta con uno sviluppo verticale più slanciato, con un paramento murario dalle linee più mosse e spezzate (marcapiano multiplo e terminazione del timpano contratto).
È evidente l’ispirazione alla Chiesa Nuova dei Filippini a Roma costruita dal Borromini.
È un elegante architettura a croce greca, abbellita da molti stucchi secondo l’uso del tempo.
 

Opere prelevate

Le opere d’arte contenute nella chiesa e nel Collegio hanno avuto sorti differenti, infatti quelle del Collegio ad oggi sono:
Il Volto Santo” e “Il Ritratto di Mons. Orca” su tela del XVIII sec. conservati nella Sala del Consiglio e “L’Agonia del Getsemani” quadretto in tavola, forse di Francesco da Castel della Pieve (sec. XV) e “Una lettera autografa
di S. Carlo Borromeo sono nella Sala del Sindaco.
I pochi quadri della chiesa vennero consegnati, uno alla Cattedrale, rappresentante “Sant’Anna” tela (m. 2 x 3,26) dietro la quale si legge: “Rettore Pre. Glicerio Ranucci 23 decembre 1756“; altri due quadri l’uno rappresentante “La scuola di S. Giuseppe Colasanzio” (cm. 209 X 353) e l’altro “S. Francesco di Paola“, (m. 2,09 x 3,53) sono conservati nell’Oratorio di S. Bartolomeo insieme ad un “Ultima Cena” molto danneggiata, tutte opere del secolo XVIII.
 

Fonti documentative

V. Bittarello – Guida di Città della Pieve Città d’arte – 1994
Mons. Fiorenzo Canuti – Nella Patria del Perugino – 1926

https://www.aczivido.net/historia/umbria/bittarello.html

https://www.zafferanoitaliano.it/le-citt%C3%A0-dello-zafferano/140-citta-della-pieve.html

 

Fonti fotografiche

La foto del Chiostro del palazzo Orca ora sede del Comune è stata tratta dal sito:

http://www.corrierepievese.it/alla-vigilia-del-palioil-borgo-dentro-inaugura-il-nuovo-chiostro-di-palazzo-orca/

 

Mappa

Link coordinate: 42.953119 12.005254

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