Oratorio della Confraternita di San Pietro Martire – Spoleto (PG)

L’oratorio è attiguo alla chiesa di San Pietro Martire.

 

Cenni Storici

L’ex oratorio della confraternita di San Pietro Martire, detto anche Secondo oratorio di San Pietro Martire, è contiguo alla chiesa di San Pietro Martire, ma probabilmente non è stato mai collegato a essa e attualmente non lo è.
Nel 1253 a San Ponziano fu affiancato, come compatrono di Spoleto, San Pietro Martire (o San Pietro da Verona, al secolo Pietro Rosini).
Ciò perché egli aveva predicato anche a Spoleto, come testimonia un affresco nella cappella laterale sinistra di San Domenico, che ci restituisce anche la struttura antica di Piazza del Mercato, con la vecchia fontana.
Pietro Rosini era nativo di famiglia catara veronese, decise di entrare nell’ordine dei Frati Predicatori Domenicani quando il loro fondatore, Domenico di Guzman, era ancora in vita ed ancora lottava in Linguadoca contro la diffusione della “eresia catara“.
Sembra sia da attribuirsi a Pietro non a Domenico l’invenzione del Rosario come strumento di preghiera.
Inoltre pare che San Pietro Martire abbia condizionato, tramite le preghiere dei fedeli a lui rivolte, l’esito di una furiosa battaglia tra ghibellini e guelfi, che si svolse sotto Pompagnano nel 1391.
Ebbero la meglio i guelfi, e si trattò, in pratica, della definitiva svolta di Spoleto in direzione della Chiesa, situazione rimasta tale fino alla invasione piemontese del 1860.
Morì accoltellato alla testa nei boschi di Seveso nel 1252, ove si trovava, recandosi da Como a Milano, insieme ad un suo confratello che rimase gravemente ferito e morì dopo qualche giorno.
Si narra che negli ultimi attimi di vita riuscì a scrivere in terra col proprio sangue “Credo“.
Una scena del suo martirio è conservata nella cappella a lui dedicata nella soprastante chiesa di San Domenico.
Usato a lungo come aula scolastica, conserva un grande affresco del XVI secolo attribuito a Lo Spagna rappresentante la Crocefissione con quattro angeli, San Domenico, la Vergine, la Maddalena e i santi Pietro Martire, Giovanni e Vincenzo Ferrer.
La composizione mostra una piacevole, ancorché imperfetta simmetria nella disposizione delle figure; sullo sfondo è un panorama di fantasia.
Gli angeli dello Spagna sono uno spettacolo, vengono direttamente dal paradiso: tre di essi raccolgono nei calici il sangue di Cristo, il quarto allarga le mani in segno di dolore.
Il volto del Cristo appare sereno, non trasfigurato dal dolore della morte; il panneggio del perizoma ben mostra la pesantezza della stoffa.
San Domenico, quasi completamente ridipinto, sorregge con la destra un giglio e con la sinistra un libro.
La figura è caratterizzata dalla pesantezza dei panneggi, tratto caratteristico anche delle altre raffigurazioni nella composizione.
La Vergine mostra il suo dolore misto a rassegnazione allargando le braccia, il dolce volto solcato da lacrime appare intriso di serena tristezza.
Il restauro ha eliminato le ridipinture dal volto della Maddalena, come d’uso inginocchiata ai piedi di Cristo; sul suo volto è riapparsa una lacrime che sgorga dall’occhio destro, la bocca è leggermente aperta in segno di dolore.
San Pietro Martire con lo sguardo rivolto al cielo mostra il sangue che cola sulle tempie per la ferita inferta con la roncola dagli eretici, sul costato è infisso un pugnale; anch’egli è inginocchiato ai piedi della croce.
San Giovanni, con il volto ripreso di tre quarti, ha gli occhi pieni di lacrime e le mani congiunte.
L’ultimo domenicano raffigurato, san Vincenzo Ferrer, con la destra sorregge un ritratto di Cristo benedicente entro una nuvoletta, con la sinistra un libro aperto.
A sinistra della crocifissione è affrescato un San Girolamo, ridipinto nel XVII secolo, a destra San Francesco riceve le stimmate.
Sulla parete sinistra è dipinta una Figura inginocchiata con veste bianca e scapolare nero.
Il personaggio genuflesso, a mani giunte, della famiglia Martani come indica lo stemma.
Alcune vetrine ospitano una collezione ornitologica locale, pertinente al Liceo Classico e qui provvisoriamente collocata.
 

Fonti documentative

L. Gentili – L. Giacchè – B. Ragni – B. Toscano – L’Umbria – Manuali per il territorio – Spoleto, Roma, 1978
M. Guardabassi – Indice-guida dei monumenti pagani e cristiani riguardanti l’istoria e l’arte esistenti nella provincia dell’Umbria – Perugia, G. Boncompagni, 1872
L. Jacobilli – Vite dei Santi e dei Beati dell’Umbria – Foligno, 1754
A. Manni – I due oratori di S. Pietro martire. Un contributo per la valorizzazione del complesso di S. Domenico a Spoleto – in Spoletium n. 40, Spoleto 1999
A. Sansi – Storia del Comune di Spoleto – Spoleto, 1876
 

Nota

Il testo e la galleria fotografica sono state realizzate da Silvio Sorcini.
 

Mappa

Link alle coordinate: 42.735888890076154, 12.734207863312037