Chiesa dei SS. Primo e Feliciano – Budino di Foligno (PG)

La chiesa attualmente (2022) è inagibile per i danni provocati dal terremoto del 2016.

 

Cenni storici

Nella villa di Budino, in origine chiamato “Butino“, nel X-XI secolo fu eretta una chiesa con il contributo delle offerte dei paesani e allo stesso tempo fu nominato un rettore spirituale pagato anch’esso dalla popolazione.
Questa chiesa in origine fu dedicata a Santo Stefano, come ricorda una sentenza del cardinal Capocci del 1239 e come viene nominata nel primo pagamento delle decime alla Camera apostolica del 1333, infatti al numero 4613 troviamo scritto “Item habui ab eodem solvente pro domino Thoma cleriro S. Stephani de Butino XII sol. cor.“.
Questo però genera una certa confusione in quanto la prima pieve che fu costituita era intitolata, invece, a San Feliciano ed è menzionata in una bolla di Innocenzo II del 1138 che la confermava al Vescovo di Foligno ed è così chiamata in tutti gli altri pagamenti delle decime:
4676. Item habui ab eodem solvente pro dompno Ventura priore ecclesie S. Feliciani de Butino pro dicto termino XX sol. cor.
4782. Item habui ab eodem solvente pro Francisco prebendato in ecclesia S. Feliciani de Butino IIII sol. cor.
4959. Item habui a Vallutio canonico ecclesie S. Feliciani de Butino VIII sol. cor.
4973. Item habui ab Anthonio canonico S. Feliciani de Butino X sol. cor.
3045. Item habui ab eodem solvente pro domino Francisco canonico ecclesie S. Feliciani de Butino pro suo beneficio XVI sol. cor.
3160. Item habui ab Allucio canonico ecclesie S. Feliciani de Butino solvente pro suo canonicatu pro dicto termino VIII sol. cor.
3407 – item ab Anthonio canonico ecclesie S. Feliciani de Butino X sol. cor.
San Feliciano di Budino è una delle pievi più importanti della diocesi.
Verso la fine del secolo XIII aveva un patrimonio di 1076 libre e 5 soldi il quale proveniva da terreni posti in “Butino“, in “Villa Butini” e “in vocabulo prati“.
Nell’anno 1832 un terremoto fece crollare la chiesa, insieme all’intero paese, che fu ricostruito con le elemosine che vennero da ogni parte d’Italia.
L’attuale chiesa parrocchiale appartiene al terzo decennio inoltrato del secolo XIX, è parrocchiale ed è attualmente dedicata ai SS. Feliciano e Primo.
Un altro terremoto l’ha colpita nel 1997 per cui sono stati necessari interventi strutturali, ma il successivo terremoto del 2016 a fatto crollare una volta del tetto creando un buco nella volta fatta con camorcanna e al momento è chiusa ed inagibile.
In un locale attiguo alla chiesa oramai da diversi anni viene realizzato un presepe artistico in polistirolo e stucco che rappresenta tipici paesaggi umbri e che richiama curiosi e appassionati da tutte le parti d’Italia.
 

Aspetto esterno

L’edificio è realizzato in muratura di pietra e mattoni, la facciata è divisa in tre specchi intercalati da lesene che in alto delimitano una cornice dentellata su cui si appoggia il timpano costituito da più rincassi; sul culmine è apposta una croce in cemento.
Il portale è squadrato e decorato con cornice, al disopra si apre un oculo in asse.
Nella parete sinistra si apre l’unica finestra a mezza luna che garantisce la luce interna.
L’abside avvolge completamente la parete di fondo e alla sinistra dello stesso (quindi sul fondo della parete destra) si eleva un tozzo campanile a vela a due fornici.
 

Interno

La pianta della chiesa ha forma rettangolare ad un’unica navata e abside semicircolare; l’interno è spoglio e intonacato.
La struttura portante interna è caratterizzata dalla presenza di grossi pilastri lungo le pareti laterali da cui partono archi a tutto sesto sia nella direzione delle pareti che ortogonalmente ad esse, delineando tre spazi ritmici; le tre volte a crociera sono realizzate in camorcanna, di cui una di esse è crollata in seguito alle scosse sismiche del 2016 formando un buco nella copertura.
Nella parete si sinistra la prima campata è occupata da un confessionale, mentre la seconda ospita una tela con il supplizio di San Bartolomeo e una statua della Vergine con il Bambino in braccio.
Segue la porta della sacrestia con un Fonte battesimale in pietra ed il presbiterio rialzato di due gradini, dietro l’altare un Crocefisso in legno.
Scendendo nella parete sinistra troviamo sempre nella seconda campata la statua di Santa Rita e una grande tela con la Madonna del Rosario.
In controfacciata l’ingresso è sormontato da un ballatoio, sede dell’organo a canne, e a sinistra si trova un’acquasantiera in pietra con i simboli di San Bernardino e una croce dorata.
La cantoria, con intaglio settecentesco, è opera di Tommaso Grampini e proviene dalla chiesa di San Giovanni di Filetto di Fiammenga dalla quale fu ceduto a questa chiesa nel 1764 per la rimozione dell’organo che fu portato in fondo alla chiesa.
Nella sacrestia sono conservate le statue di Sant’Antonio Abate e San Primo le cui feste venivano celebrate a gennaio per Sant’Antonio e a giugno per San Primo.
 

San Primo

Difficile stabilire con precisione la famiglia a cui apparteneva; si ha solo la certezza del nome e dell’età: quattro anni e otto mesi.
Si presume che fosse figlio dei santi Claudio e Prepedigna, nipote si San Massimo e fratello di S. Alessandro e Sant’Aguzio, ma non vi sono di prove certe.
Venne martirizzato ai tempi dell’Imperatore Diocleziano con lo scopo di indurre la famiglia presente al martirio, a rinunciare alla propria fede.
In Umbria è poco conosciuto mentre nel paese di Casabasciana, sulle colline della Val di Lima lucchese, si venerano da ormai 170 anni le spoglie mortali di San Primo Martire.
Il Corpo, custodito in un’urna nella Pieve di San Quirico e Giulitta, venne rivenuto il 28 dicembre 1831, a Roma nelle catacombe di S. Ippolito, situate nell’agro di Santa Ciriaca presso il Campo Verano, durante i lavori di sistemazione.
In quella circostanza, infatti, si rivenne il corpicciolo di San Primo, martire, e con esso un vaso di vetro che ne contiene il sangue; e inoltre una lapide con il nome e l’età di lui, di anni quattro e otto mesi.
Le preziose reliquie sono subito trasportate al Vicariato di Roma, in Sant’Apollinare e qui vengono custodite, dopodiché nel 1833, per volontà del Padre gesuita Silvestro Iacopucci furono traslate a Casabasciana di Lucca.
Papa Gregorio XVI fissò la data della sua festa alla II domenica di agosto.
A Budino si festeggia a giugno.
 

Fonti documentative

P. Sella – Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII – XIV – 1952
D. Placido T. Lugano OLJV. O. S.B. – Delle Chiese della Città e diocesi di Foligno nel Secolo XIII Secondo una sentenza del 1239 e la “Libra”, del 1295 – 1907
Marini D. Feliciano – Fiamenga e le sue chiese – 1927

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=44630

https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=51657

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91525

 

Mappa

Link coordinate: 42.954733 12.631637

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