Santuario della Madonna di Capodacqua – Cittareale (RI)

Cittareale è il paese che ospita le sorgenti del fiume Velino che nasce dalle pendici del monte Pozzoni.

 

Cittareale

Città dell’Alta valle del Velino alt. m. 962, 476 abitanti, patrono San Rocco (16 agosto).
Fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila e per oltre 600 anni, dal 1233 al 1861, è stata parte del giustizierato d’Abruzzo e della provincia Abruzzo Ultra II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L’Aquila.
Il suo territorio comunale confina con Umbria a nord e Abruzzo a sud; con Picinisco, San Vittore del Lazio, Acquapendente e il confinante Accumoli è uno dei cinque comuni laziali il cui territorio comunale confina con più regioni diverse.
Nel territorio comunale ricadono i monti Pozzoni (m. 1903), dalle cui pendici nasce il fiume Velino, Rota (m 1528), Colle Capoduro, (m 1598), Caciaro (m 1657), Forca di Fao (m 1662), Arcioni (m 1.754), la Speluca (m 1800) appartenenti ai Monti Reatini; fa parte della Comunità montana del Velino.
Cittareale sorge nella Valle Falacrina presso l’antico Vicus Phalacrinae, villaggio in cui nell’anno 9 d.C. nacque Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano e padre di due figli anch’essi imperatori, Tito e Domiziano.
Gran parte degli storici fa risalire la fondazione di Cittareale a Manfredi, che nel 1261 costruì il borgo sulle rovine di un antico centro (Apolline) distrutto dai Saraceni: il nome di Cittareale sarebbe stato poi attribuito nel 1268 al borgo da Carlo I d’Angiò, che vi costruì anche una rocca difensiva per controllare le vie commerciali di collegamento tra Regno di Sicilia e Stato Pontificio.
La recente storiografia invece data la fondazione di Civitas Regalis al 1329 con Roberto d’Angiò che concesse speciali vantaggi e immunità, affinché “fondata alle porte del Regno per resistere agli urti nemici, essa sia veramente un borgo franco a cui possano accorrere gli abitanti dei dintorni“.
Il nuovo insediamento fu abitato dalle popolazioni della terra Camponesca e delle valli di Falacrine e di Radeto.
Contesa durante il XIV secolo tra le confinanti Norcia, Amatrice e Aquila per i suoi ricchi pascoli e per il controllo dei transiti, passò per un breve periodo alle dipendenze dell’Aquila, poi entrò a far parte degli Stati Mediceo-Farnesiani; nel 1536 la città ebbe privilegi da Carlo V.
La chiesa di S. Pietro, nella frazione di Vetozza, è costruita su un tempio di epoca romana dedicato alla dea Vacuna; nel Medioevo ospitò una comunità monastica dipendente dalla potente abbazia di Farfa, ricostruita nel XV secolo, conserva un trittico datato 1596.
Capolavoro di architettura militare è la Rocca di Re Manfredi, fortilizio della fine ‘400 inizi ‘500.
Per la sua posizione strategica al confine tra Regno delle Due Sicilie e Stato Pontificio, era adibita a funzioni militari di difesa del territorio.
Nei secoli ha subito numerosi interventi dovuti alle “innovazioni” militari (ad es. l’introduzione della polvere da sparo) e ai numerosi attacchi subiti.
La Rocca, nella particolare forma e nell’ampia estensione di oggi, è quella ricostruita dagli Aragonesi nel 1479; abbandonata per anni, è stata restaurata ed è in parte visitabile.
Dal 2005 archeologi della British School at Rome e dell’Università degli Studi di Perugia eseguono campagne di scavi sul territorio di Cittareale, con il ritrovamento di numerosi reperti che coprono un periodo storico vastissimo, dalle guerre sociali dell’epoca della “romanizzazione della Sabina” fino al Medioevo passando per la Roma imperiale.
Nella zona di San Lorenzo è stata ritrovata la Villa dove nacque l’imperatore Vespasiano.
I reperti ritrovati sono esposti nel Museo Civico di Cittareale, inaugurato nel 2009 durante le feste del bimillenario della nascita di Vespasiano.
Cittareale si trova lungo la strada provinciale 17 “Umbra 1° tronco“, che la collega a sud con la Via Salaria (svincolo Cittareale) e a nord con Norcia (PG).
La Salaria, strada a scorrimento veloce, è la principale arteria per Cittareale, che raggiunge da un lato Roma e Rieti, dall’altro Ascoli Piceno e il mare Adriatico.
Il polo sciistico della frazione di Selvarotonda è, con quelli del Terminillo e di Leonessa, tra i più importanti dell’Alto Lazio.
 

Santuario della Madonna di Capodacqua

Nel Comune di Cittareale sono le sorgenti del fiume Velino, alle pendici delle quali, ai piedi del monte Calduro, sorge il Santuario della Madonna di Capodacqua (Plebs Sanctae Mariae in caput aquae), in prossimità del luogo in cui una pastorella della zona ritrovò l’immagine della Vergine Maria.
E’ uno dei più belli e amati della zona e fu eretto nel Medioevo in seguito a un fatto prodigioso, che si collega al culto di Vacuna per le modalità e la scelta del sito.
La leggenda ripercorre una sceneggiatura vista più volte, in ambito religioso pagano e cristiano, cioè il ritrovamento di una statuetta di argilla della Madonna con il Bambino immersa nelle acque di una fonte.
In questo caso l’immagine sacra fu ritrovata, tra il X e l’XI secolo, da una pastorella del luogo chinatasi a bere in una delle fonti del fiume Velino che ha a Cittareale la sua sorgente.
Nel punto esatto del ritrovamento della statuina, alle sorgenti del Velino, a poche decine di metri dal santuario, è riprodotta la scenetta della pastorella che ritrova la statuina.
Nell’anno 1779 un’eccezionale siccità si abbatté sulla valle Falacrina inducendo la popolazione, molto preoccupata, a cercare l’aiuto divino.
Il 30 maggio ricorrendo la festa della SS. Trinità tutto il popolo si recò pregando e cantando al Santuario di Capodacqua; in solenne processione l’immagine della Madonna fu portata a Cittareale e poi di nuovo sotto il sole cocente fu riportata nella sua chiesa.
Nel bel mezzo del viaggio di ritorno, appena iniziata la salita al santuario, irruppe la pioggia dal monte Pozzoni salvando i raccolti e propiziando una stagione ricchissima di messi.
Ogni anno da allora si ripete la festa della Madonna di Capodacqua nel giorno della SS. Trinità e la solenne processione che riunisce al Santuario le genti di tutta la vallata.
Il sabato prima della festa la statua della Madonna è portata a Cittareale con una processione in fiaccolata.
La domenica un’altra solenne processione riporta la Madonna al Santuario incontrandosi a Cupello con altre processioni di fedeli provenienti dalle frazioni e dai comuni limitrofi di San Silvestro, Santa Giusta, Santa Croce, Bacugno; dopo la processione si celebra la Messa al termine della quale si tiene un pranzo al sacco nel parco antistante il Santuario.
Gravemente danneggiato dal terremoto del 1703, il Santuario della Madonna di Capodacqua è stato poi ricostruito in forme neoclassiche.
In seguito al terremoto del 2016 esso è rimasto inagibile per quasi 5 anni, ed è stato riaperto il 30 maggio 2021, rimane comunque inalterata la bellezza del luogo, godibile soprattutto nella stagione estiva.
 

Percorso escursionistico

Un percorso escursionistico nei Monti Reatini è quello: m. Pozzoni (m 1904), m. Laghetto (m 1834), m. Prato (m 1813), dislivello m 700, che da Cittareale tocca il Valico La Forca per la Valle di S. Rufo, la Valle Pozzoni, la sorgente del fiume Velino, la cresta sud-ovest.
 

Fonti documentative

Guide Turistiche regionali, Lazio – IG De Agostini, Novara 1977.
Cartellonistica comunale e del CAI sezione di Antrodoco.
 

Nota

Il testo è di Stanislao Fioramonti, le foto (n. 1, 4, 6) sono di Patrizia Magistri, la visita è stata effettuata il 1° luglio 2020.
 

Nota fotografica

Riferimenti fotografici: Comunità Montana Velino (nn. 2, 8); Rietinvetrina (nn. 3, 9, 10); Rieti in un click (n. 11); Lazioturismo (n. 12); Wikipedia (n. 5); Santuario Madonna di Capodacqua (n. 7).
 

Mappa

Link alle coordinate Rocca di Cittareale: 42.620228 13.159732

Link alle coordinate del Santuario della Madonna di Capodacqua: 42.621015 13.150700