Villa di Palarne – Arvello di Foligno (PG)

L’antico borgo di Palarne non esiste più, sebbene la sua esistenza e la sua antropizzazione risale ad epoca preromana; infatti rimangono tracce del castelliere dell’Età del bronzo.

 

Cenni Storici

Gli abitati degli altopiani hanno origini molto remote e nel nostro caso arrivano addirittura dalla preistoria dove tribù nomadi prima, poi stanziali, si andarono sistemando sulle alture dove realizzarono vere e proprie fortificazioni chiamate castellieri e a Palarne se ne può vedere ancora il perimetro.
Successivamente arrivarono i romani che occuparono, bonificarono e misero a cultura tutta l’area costruendo una città chiamata Plestia che con la decadenza dell’Impero romano andò anch’essa distrutta.
Dopo un periodo di silenzio, succeduto all’abbandono di Plestia, la vita riprese su tutto l’altopiano, in concomitanza alla presenza capillare sul territorio dei benedettini che fecero fiorire sull’altopiano una fitta rete di chiese e cappelle; fra queste la chiesa di S. Bartolomeo di Palarne (Palarno) che, tra il 1239 e il 1295, dipendeva dalla pieve di Porcarella, successivamente passò alla canonica di Sant’Andrea de Gricciano.
L’entità abitativa presentava un assetto insediativo di origine remota e certamente ben strutturata, infatti risulta documentata fin dal 1197, quando figurava nel privilegio concesso da papa Celestino III al monastero di Santo Stefano in Gallano, era ancora attiva nella seconda metà del XIX secolo, dopodiché è andata perduta.
Palarne si legge nell’elenco stilato dal Comune di Foligno nel 1448 in cui si annoverano tutti i sindacati (denominazione con cui si designavano, sotto il profilo istituzionale- amministrativo, i castelli e le ville) che in occasione della solennità di San Feliciano (24 gennaio) conferivano alla cattedrale i “doppieri” (candelotti di cera) devozionali di vario peso, un simbolico omaggio al patrono e un tangibile tributo di obbedienza alla città capoluogo; Palarne che, seppur al 18 posto, a quella data costituiva una “villa” riconosciuta e donava un doppiere da 3 libbre.
Nel registro della popolazione del 1573 risultano 22 fuochi scesi a 3 (17 anime) nel 1644.
Con la ristrutturazione napoleonica (1808-1814), nel cantone di Foligno fu inserito il comune di Colfiorito da cui dipendeva Palarne.
A mano a mano il paese ha subito un progressivo spopolamento tanto che agli inizi del 900 quasi non esisteva più.
Con il tempo, insieme al Borgo rurale è andata altresì perduta la chiesa intitolata a San Bartolomeo, anticamente subalterna sia alla canonica di Sant’Andrea di Gricciano sia alla Pieve di Santa Maria “de Porcarella“, scomparse anche queste.
La chiesa di San Bartolomeo è citata per la prima volta nel 1239, nelle Rationes Decimarum del 1333-1334 dove, al tempo, un certo “Philippo rectore ecclesie S. Bartholomei de Palarno” versa alla Camera Apostolica III libre e V soldi cortonesi.
La chiesa compare nelle Visite Pastorali fino al 1739 poi scompare definitivamente insieme al Borgo.
Sulla sommità del colle a 876 m s.l.m. è ancora possibile leggere sul terreno la presenza di un castelliere la cui muraglia difensiva è ricoperto di uno spesso strato di terra e la forma tondeggiante riporta ad una fortificazione di un insediamento d’altura di epoca preromana, circondato da fossato che si sviluppava su terrazze artificiali poi rioccupate in epoca medievale.
 

Aspetto

E’ difficile descrivere quello che fu l’abitato di Palarne, in quanto quel che rimane oggi è praticamente nulla, paradossalmente ha resistito meglio al tempo il castelliere preistorico che l’abitato medievale abbandonato solo due secoli fa.
Il paese sorgeva a ridosso del castelliere nel suo fianco est, su un terrazzamento intermedio dello stesso; ora nessuno sarebbe in grado di trovarne le tracce dell’abitato se non fosse per la memoria storica dei vecchi che ancora ricordano la disposizione delle case e della chiesa.
Ora resta una spianata dove all’inizio sulla destra si nota un cumulo di pietrisco bianco tra i rovi che, secondo gli abitanti era il luogo dove sorgeva la chiesa di San Bartolomeo e proprio davanti a questa, nel mezzo della spianata, dove è cresciuto un alberello, vi sono delle grosse pietre ammassate e sono le uniche superstiti dell’antica cisterna voltata a botte e che serviva da approvvigionamento dell’acqua per gli abitanti.
Anche questa, ritenuta un pericolo, fu riempita e fatta collassare, ad oggi si notano solo poche pietre tra i rovi, filo spinato ed erbacce.
Oltre i ruderi della chiesa, si nota un grande spinaio ai bordi della spianata e sulla scarpata, per un lungo tratto, vi sono cumuli di pietre, memoria delle antiche case che una volta scaricate, sono state ammassate dove davano meno fastidio per passare con mezzi agricoli.
La cosa che però è restata è il meraviglioso panorama sulla piana di Arvello che gli abitanti di questo posto hanno da sempre potuto godere.
 

Festa di San Bartolomeo

Gli abitanti del circondario di Palarne, nell’ambito della festa di San Bartolomeo (24 agosto 2026) hanno inteso rievocare l’usanza della festa e della messa nell’ex abitato di Palarne dove insisteva la chiesa di San Bartolomeo oggi ridotta ad un cumulo di sassi.
Per l’occasione è stato messo un tavolo a pochi passi dai ruderi dove il sacerdote (don Franco Valeriani) indossando il suo primo abito della consacrazione a sacerdote, ha celebrato la messa di fronte ad un cospicuo numero di persone tra cui anziani che precedentemente alla cerimonia si scambiavano ricordi e memorie dalla collocazione dell’abitato scomparso.
Alla fine della cerimonia tutti i presenti si sono spostati a Cavallara dove gli unici abitanti hanno allestito una lunga tavolata allietando i presenti con prodotti locali di produzione propria.
Un’iniziativa che ha lasciato tutti molto soddisfatti e che probabilmente sarà destinata a riproporsi negli anni a venire.
 

Fonti documentative

Don Mario Sensi – Plestia si racconta, dalla “Fiera” alla “Sagra della patata rossa” – Quaderni della “Sagra della patata rossa” 2 Colfiorito 1998.
Fabio Bettoni, Maria Romana Picuti – La Montagna di Foligno Itinerari tra Flaminia e Lauretana – 2007
 

Mappa

Link alle coordinate:43.028665 12.841945