Abbazia di San Martino in Valle – Fara San Martino (CH)

Cenni Storici

Le origini dell’abbazia non sono note: le prime fonti storiche risalgono al 829 che la elencano tra i possedimenti del monastero di Santo Stefano in Lucania di Tornareccio, al quale era stato donato da Pipino il Breve. Nel 844 passa sotto il controllo del vescovo di Spoleto e successivamente tra i possedimenti dell’abbazia di San Liberatore a Majella. Nel 1172 diventa parte della diocesi Chieti ed in una bolla del 1222 di papa Onorio II si cita una donazione del conte Credindeo. Il monastero viene soppresso nel 1452 da papa Niccolò V e unito al Capitolo Vaticano, per tornare nel 1789 all’arcidiocesi di Chieti. L’abbandono definitivo del monastero avvenne l’8 settembre 1818 a causa di un’alluvione che la ricoprì di detriti. I primi scavi per il suo recupero avvennero nel 1891, ma solo con quelli del 2009 i resti della struttura sono stati riportati interamente alla luce.

Architettura

I resti dell’abbazia mostrano un cancello verso un cortile interno delimitato da un portico a tre arcate, sul lato nord del quale si trova un campanile a vela. L’interno della chiesa doveva essere su tre navate con una pavimentazione a lastre di pietra. Un muro a tre arcate separa la navata centrale da quella settentrionale, da dove di accede a quello che doveva essere il nucleo iniziale della chiesa, scavato nella roccia, che fa ipotizzare la nascita del luogo di culto come eremo.

Bibliografia
Luigi Mammarella, San Martino in Marrucina e S. Martino in Valle, in Abbazie e monasteri benedettini in Abruzzo, Cerchio (AQ), Adelmo Polla Editore, 1989, pp. 132-133, ISBN 88-7407-026-8.

Per approfondimenti maggiori: www.comune.farasanmartino.ch.it

 

Mappa


 

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