Castello di Santa Restituta – Avigliano Umbro (TR)

Santa Restituta e Toscolano rappresentano due emergenze di interesse paesaggistico e storico-artistico

 

Cenni Storici

Il piccolo abitato, incastonato sul versante dei Monti Amerini (600 m s.l.m.), emerge moderatamente dal verde di un paesaggio agrario e boschivo che ne ha sempre caratterizzato la vita.
Dal borgo si gustano magnifici panorami sulla vallata con alternanza di boschi cedui (ornielli ed aceri) e secolari castagneti.
Il castagno costituisce un binomio inscindibile con i borghi di quest’area (S.Restituta, Toscolano, Melezzole, Morruzze, Morre) fin dal Medioevo, quando grazie all’opera dei monaci Benedettini, il castagno iniziò ad essere utilizzato in tutte le sue parti e ad essere curato (potature e innesti) così da divenire nel tempo elemento basilare per l’economia.
Nel XIII sec. i castelli di S. Restituta, Toscolano e Melezzole erano “rinomati per la produzione di castagne e di legnami forti da costruzione“; la farina di castagne consentì agli abitanti di questi paesi di sopravvivere.
Il borgo di S. Restituta è citato dal 1220 e posteriore ad un insediamento primitivo sul Monte Pianello.
Il castello sottoposto originariamente al dominio dei signori Baschi e configurato, da un punto di vista sociale ed amministrativo, quale «Communantia» (cioè: terra di uso civico), nel 1220 il borgo viene inserito nel contado di Todi nella cui orbita, pur con vicende alterne, rimarrà a lungo.
A differenza di molti altri centri l’interesse del Comune maggiore non fu di ordine militare, di difesa o di prestigio ma essenzialmente economico.
Erano qui intorno presenti vaste estensioni di boschi e pascoli che offrivano a Todi la possibilità di comporre un notevole patrimonio comunale dal quale trarre una rendita cospicua.
Nonostante l’opposizione di Orvieto e quella della Camera Apostolica quindi il territorio di S. Restituta venne sempre rivendicato da Todi come diretta proprietà Comunale e minuziosamente delimitato come attesta la «ricognizione e terminazione» delle «comunantie» compiuta nel 1294.
Più tardi, nel 1419, Martino V incarica Ugolino d’Alviano di liberare S. Restituta da qualsiasi soggezione e tributo verso Todi, stabilendo tra l’altro che alla morte di Ugolino il borgo sarà automaticamente incorporato dalla Chiesa.
Interminabili sono, nei secoli successivi, le controversie riguardanti i confini, a volte risolte con complesse trattative, altre volte dalla magistratura, altre volte ancora per le vie brevi, con violenze e rappresaglie.
Fu sempre appetibile a tutti lo «jus pascendi et lignandi» (diritto di esercitare il pascolo e raccogliere la legna) e, come accade spesso in questi casi, tutti i pretesti valgono da parte dei potenti, stati, comuni o famiglie, per mascherare più venali interessi.
 

Centro per la civiltà del castagno

A Santa Restituta, nell’ex edificio scolastico, è stato creato, grazie alla passione e all’impegno degli abitanti, il “Centro per la Civiltà del Castagno” con un’esposizione di oggetti legati all’artigianato e all’uso domestico e ricostruzioni di ambienti rurali con il compito di studiare in maniera esauriente lo sviluppo della civiltà e della cultura sorta attorno alla coltivazione, alla produzione e alla raccolta della castagna che rappresentano per il territorio una tradizione molto importante e un volano economico di rilievo.
 

Aspetto

Il Borgo è imperniato intorno ad una scalinata centrale e privo di mura (le stesse case, addossate le une alle altre creano un apparato difensivo).Conserva la porta medievale da cui parte la lunga scalinata che attraversa tutto il paese fino alla Chiesa di Santa Maria Novella.
 

Chiesa di San Luigi

Situata nei pressi del centro storico, la Chiesa di San Luigi,edificata intorno a un’edicola votiva, risalente al XVIII secolo, domina tutta la vallata sottostante.
Prende il suo nome da San Luigi Gonzaga in onore del quale venne costruito un altare nel 1739.
Il culto di San Luigi si diffuse rapidamente tra la popolazione locale, tanto che nel XVIII secolo fu proclamato compatrono del paese.
Nella chiesa è venerata la “Madonna del Meschino“, un’immagine della Madonna con bambino scavata nella roccia, come riferisce un’antica fonte scritta con la funzione di aiuto nei casi difficili.
 

Fonti documentative

Provincia di Terni – I Castelli materiali per la conoscenza del territorio – 1980
L. Santini – Guida di Amelia e dell’Amerino – Quattroemme 1999
 

Da vedere nella zona

Grotta bella
Chiesa di San Michele
Castello di Toscolano
Chiesa della SS. Annunziata – Toscolano
 

Mappa

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