Chiesa di San Cristoforo – Cimitero di Passignano sul Trasimeno

La chiesa solitamente è chiusa basta però chiedere l’apertura al custode del cimitero.

 

Cenni Storici

L’antica pieve di San Cristoforo è situata su un’altura appena fuori dell’abitato medioevale, lungo la strada che conduceva a Cortona, per lungo tempo centro della giurisdizione ecclesiastica di Passignano e del suo territorio.
Le funzioni parrocchiali della chiesa, un tempo dotata di fonte battesimale, sono testimoniate anche dall’iscrizione in calce alla preziosa formella in ceramica del XVI secolo collocata sopra la porta d’ingresso. Nella maiolica, che raffigura il santo mentre trasporta a spalla il piccolo Gesù passando in acque ricche di pesce, si legge infatti in basso: ECCLE(SIA) PEROCCHALIS PLEBIS SAN-TIS CHR(I)STOPHONI CA-S(TRUM) PASIGNANI.
Alterne vicende conducono al decadimento della pievania nei secoli XVII e XVIII e l’edificio, da sempre adibito a luogo di sepoltura, viene limitato al ruolo di chiesa cimiteriale perdendo dal 1804 tutte le funzioni parrocchiali trasferite, inizialmente, nella chiesa di San Bemardino (annessa alla pievania dal 1573 e situata all’interno delle mura castellane).
Le origini della pieve di San Cristoforo sono molto antiche, appare infatti per la prima volta nel 1136 intitolata a Santa Maria in una lettera di Papa Innocenzo II dove si confermavano i possedimenti spettanti alla diocesi di Perugia.
Si ritrova quindi con lo stesso titolo anche nella successiva e ulteriore conferma di tali beni fatta da Federico I al vescovo perugino nel 1163 e solo in seguito sarà dedicata al santo, cui nel 1361 era intitolata già una chiesa entro le mura. Si può supporre che il nuovo titolo possa risalire al 1432, data incisa nella pietra della mensa dell’altare maggiore, dedicato appunto a san Cristoforo, che poteva essere stato eretto proprio in questa occasione.
È probabile che la chiesa sia sorta su un precedente luogo di culto: il sito, di antica frequentazione, ha infatti rivelato l’esistenza di insediamenti di epoca classica sia nell’area circostante, dove sono state rinvenute tombe con ricchi corredi funerari, che all’interno della chiesa dove si sono conservati resti cospicui di strutture antiche (tra cui le tracce di un basolato stradale) e numerose testimonianze di sviluppi altomedioevali che ne attestano la continuità d’uso.
La costruzione è ragionevolmente databile tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, periodo in cui si assiste al fiorire di nuovi insediamenti religiosi in area rurale perugina e che, in particolare, coincide con un momento di notevole sviluppo economico per il territorio di Passignano.
Oggi è difficile immaginare l’importanza e la grandezza della fabbrica originale che aveva consistenza e proporzioni assai diverse dalle attuali. La Pieve, era infatti un complesso edilizio articolato che doveva comprendere anche un porticato addossato alla chiesa ed un recinto edificato destinato alle sepolture individuali, coperto e decorato da affreschi, come ricorda una visita pastorale del 1593.
Questa costruzione, che era ancora in parte visibile ridotta a rudere alla metà del secolo scorso, è oggi definitivamente scomparsa e doveva essere affrescata anche all’esterno con affreschi simili a quelli tuttora conservati nel suo interno.
Anche il volume superstite della chiesa è in realtà assai ridotto rispetto alle dimensioni originali, in quanto sarebbe stata tagliata, intorno alla metà del XVIII secolo, di almeno due campate e privata degli absidi di fondo presenti in tutte e tre le navate.
Non appare invece confermata l’esistenza di una cripta che non appare mai citata direttamente nelle fonti d’archivio
 

Interno

La chiesa presenta due cicli di affreschi a carattere votivo dipinti sulla navata centrale, attribuiti parte a Policleto da Cola (1418), parte ad ignoti Maestri Umbri della prima metà del XV° secolo.
In alto a destra dalla porta troviamo un riquadro con Santa Caterina d’Alessandria, a seguire una Crocifissione tra San Michele Arcangelo e la Vergine, un’altra Santa Caterina e un’Annunciazione. Di seguito troviamo un grande riquadro con la Madonna in trono con Bambino tra ( da destra a sinistra ) Giobbe, Sant’Antonio abate, San Giacomo e San lazzaro. Segue una Madonna della Misericordia e un quadro molto deteriorato raffigurante Sant’Orsola riconoscibile dall’attributo iconografico del vessillo con la croce.
Nella colonna sottostante si nota un Santo Vescovo, forse San Nicola di Bari che è considerato fra gli affreschi più antichi in quanto datato tra il 1260 e il 1270.
Tra l’ultima colonna e il muro si nota la figura di un Santo Eremita.
A sinistra dalla porta verso la navata Una Santa Caterina d’Alessandria , San Michele Arcangelo, la Trinità, un affresco molto danneggiato raffigurante Sant’Antonio abate e un Santo Vescovo. Il quadro successivo raffigura San Clemente, Santa Caterina e Sant’Antonio abate .
Nella colonna sottostante all’interno della navata di sinistra è presente un Sant’Antonio abate attribuito al Maestro di Petruccio.
Nella parete dietro la porta a destra in basso si nota un Sant’Antonio abate sovrastato da un San Girolamo molto deteriorato di autore ignoto e sulla colonna un Santo Monaco del XIV secolo e accanto alla porta un frammento di autore ignoto.
Nella parete di sinistra della porta troviamo: subito a sinistra una Santa Lucia di un seguace di Benedetto Bonfigli e subito dopo un quadro per più di metà rovinato ma dove è ancora visibile una Santa Caterina d’Alessandria .
 

Curiosità

Si notano all’interno della chiesa più riquadri con la figura di Santa Caterina tutte della medesima fattura, ciò dovuto al fatto che il pittore ha usato lo stesso cartone ( bozzetto ) e le immagini infatti risultano pressoché identiche.
 

Fonte documentativa

La Pieve di Passignano di L. Romagnoli e P. Bruschetti Editrice Rodana 2001
 

Ringraziamento

Il mio più sincero grazie va a Don Stefano parroco di Magione senza l’aiuto del quale queste pubblicazioni non sarebbe stato possibile farle. Grazie alla sua disponibilità e al tempo che mi ha dedicato.
 

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