la chiesa viene aperta la domenica per la messa altrimenti è chiusa. Dal paese si gode una meravigliosa vista sul lago Trasimeno.
Cenni Storici
Sorta come cappella nel XII sec. per dare un minimo di risposta alle esigenze religiose degli abitanti di “Villa Montis Fontexani” (Monte del Lago), raggiunse lo stato di parrocchia nel 1275.
Nel XIV sec. ebbe finalmente un rettore proprio e probabilmente in questo periodo che ha vissuto il suo massimo splendore; venne edificata la nuova chiesa come la vediamo attualmente, forse sopra un edificio preesistente.
Ciò è palesato sia dalla struttura interna che può ascriversi al XIV sec. come mostrano le arcate a sesto acuto che sorreggono il tetto, sia da quanto rimane dell’affresco raffigurante la Crocifissione, sicuramente, di scuola senese non posteriore alla data citata.
Dai documenti risulta che all’inizio del Trecento era dipendente dall’episcopato perugino ed era intitolata al Santo patrono dei pescatori e ben presto vide accrescere nei decenni successivi patrimonio e importanza soprattutto nel XIV sec.
Nuova menzione della chiesa si ha nelle Rationes decimarum del 1332-1334, quando don Biagio prima e don Giacomo poi versano a nome della stessa una decima di 3 lire e 17 soldi cortonesi in tre soluzioni.
È una chiesa, questa di S. Andrea, che dopo essersi radicata nella realtà locale, a partire proprio dal secolo XIV, inizia ad accrescere il patrimonio di cui era dotata.
Si passa così da una proprietà immobiliare, che ai primi del Trecento le conferiva un reddito catastale di sole 30 lire, ad un reddito di 100 lire e 2 soldi del 1404 fino a giungere alle 150 lire e 18 soldi del 1470, reddito che rimarrà pressoché immutato fino alla fine del secolo XV.
Ad incrementare il patrimonio immobiliare della chiesa dovevano contribuire non poco i lasciti testamentari, i legati religiosi, di cui si hanno testimonianze nel 1347 e nel 1354.
Ad ampliarne il territorio parrocchiale contribuì in maniera determinante la soppressione della parrocchia di S. Pietro di Zocco, nel 1821, parte della quale fu unita proprio a quella di Monte del Lago.
Il 6 giugno 1404 la chiesa di “S. Andrea de castro Montis Fontisciani” (Monte Fontegiano o Monte del Lago) è iscritta al catasto e nell’estimo del 1493 la ritroviamo di nuovo.
Il portale così come lo vediamo oggi fu costruito nel 1608 come riportato da un data inscritta.
Il 31 agosto 1941 la chiesa era in pessimo stato, l’umidità permeava da tutte le parti ed allora il parroco don Decio Burnelli, al fine di ingrandire la chiesa, demolì la parete che si innalzava nell’ultimo arco dell’abside, per la quale con due porte si accedeva alla Sacrestia e vi fece fare un’intercapedine intorno e riesumò i cadaveri posti in tre tombe; lo stesso parroco provvide anche a sistemare un nuovo pavimento con massicciata e provvide al restauro di tutte le pitture, totalmente coperte da intonaco.
Nello stesso anno furono riaperte le antiche finestre gotiche che erano state chiuse, e fu fatto il nuovo finestrone della facciata.
L’intervento conservativo della Chiesa di S.Andrea, parrocchiale di Monte del Lago, ha avuto inizio nel 1990 con i primi lavori di risanamento consistenti nel rifacimento del tetto e degli intonaci, nonché il recupero ed il restauro degli affreschi.
Nel tempo sono seguite altre fasi di lavoro che, seguendo un progetto unitario, hanno garantito un esito coordinato e coerente; l’iniziativa di avviare un intervento di tale impegno, è dovuta alla volontà e all’energia del Comitato Civico di Monte del Lago che ha trovato l’incondizionato appoggio dei parroci Don Bruno Pagana, Don Bruno Rossi e Don Abele Brunetti e il consenso e la guida della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria; hanno contribuito all’intervento la Curia Vescovile.
Durante gli scavi per il rifacimento del pavimento sono venuti alla luce alcune tombe e il basamento di un altare più antico; sono stati rinvenuti anche numerosi frammenti di ceramica decorata, ossa umane e un falcetto in ferro.
Aspetto esterno
La facciata ha un portale il di arenaria rinascimentale sovrastato da una finestra anch’essa in arenaria, ma nuova come la croce in cima al tetto.
Sopra il portale c’è una maiolica con l’immagine e la scritta Sant’Andrea e la data 1608 che indica la data del rifacimento dello stesso.
Le pareti esterne sono tutte intonacate e sul retro c’è la casa canonica ed un campanile quadrato; la parete di sinistra ha una finestra ad arco e gli stipiti di una finestra tamponata.
La chiesa e la canonica sono disposte ad “L” lungo la piega delle mura di fortificazione del paese, e dati i dislivelli la chiesa forma a sinistra una piazzetta ed un terrazzo con scalinate per sagrato.
Il campanile ha un orologio ed un mattone datato 18.. (?); tutto l’insieme è stato restaurato recentemente.
Interno
La pianta è rettangolare con sacrestia retrostante.
L’altare a destra dell’ingresso è collocato in una nicchia sporgente rispetto al filo esterno della facciata.
All’interno lo spazio ad aula è scandito da archi-diaframma a sesto acuto un sistema molto diffuso in Umbria nel XIV secolo.
Oltre all’altare maggiore nella chiesa sono presenti altri due altari che si fronteggiano nelle pareti laterali.
La chiesa in origine doveva essere completamente affrescata, quelli che ne rimangono oggi purtroppo sono assai frammentati; gli stessi avevano una funzione votiva, infatti i fedeli chiedevano al pittore di rappresentare il santo protettore dei loro cari defunti, quello di cui portavano il nome, oppure quello a cui erano più devoti.
I pittori, ancora anonimi, sono almeno tre e hanno lavorato in momenti diversi, tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo circa, unendo alla tradizione locale, nutrita ancora dalle immagini giottesche realizzate ad Assisi, il nuovo stile introdotto da Gentile da Fabriano: il gotico internazionale, fatto di particolari molto realistici, corpi allungati e linee sinuose e ritorte nelle vesti.
I dipinti recano una fitta serie di piccoli colpi di martello, la cosiddetta martellinatura, la quale veniva comunemente praticata per favorire il rifacimento di altre decorazioni pittoriche sopra le vecchie.
Entrando nella parte sinistra della controfacciata, in una nicchia c’è il Fonte battesimale in pietra a forma di coppa con piano ottagonale e poggiato su frammento di capitello romano.
Nella parete sinistra si nota una tela con la Madonna che schiaccia il serpente con i piedi e sotto questa dei pannelli espositivi che rappresentano le varie fasi di restauro che ha subito l’edificio.
Nella campata successiva l’altare della Madonna addolorata con una bella cornice in pietra e alla base due stemmi che rappresentano sicuramente la famiglia che ne aveva finanziato l’erezione.
Segue una nicchia con la statua di Sant’Antonio da Padova e nella parte alta della parete un affresco frammentario di un anonimo pittore umbro della metà del XV secolo con una figura femminile, forse Santa Caterina d’Alessandria.
Nell’ultima campata prima del presbiterio si trovano altri frammenti di affreschi; nel registro superiore troviamo San Francesco che riceve le stimmate sul monte della Verna dipinto di un anonimo pittore umbro del XV secolo; oltre uno specchio vuoto si trova Santa Lucia e San Giobbe con la moglie che lo cura dalle piaghe, anch’esso dipinto da un anonimo pittore umbro del XV secolo.
Il registro inferiore è fortemente danneggiato e si notano solo teste di Santi; partendo da destra forse San Pietro, poi una Madonna con Bambino e Sant’Antonio abate a altro Santo (San Sebastiano?) opera del terzo quarto del XV secolo opera di un anonimo pittore umbro del XV secolo.
Nella spalla dell’arcone la figura di Sant’Ansano (molto venerato in Umbria) opera di un anonimo pittore umbro della metà del XV secolo.
Giunti nel presbiterio troviamo l’affresco più imponente e più importante della chiesa, si tratta di una Crocifissione che in origine doveva estendersi per tutta la parete d’altare ma ora è frammentario.
Qui si trova la rappresentazione, drammatica e concitata, della scena della Crocifissione; esattamente al centro Gesù morto, dal corpo ormai pesante; in alto, intorno a lui, gli angeli che disperati raccolgono il suo sangue; a sinistra la Madonna dal manto blu notte accasciata per il dolore, sostenuta da Maria di Cleofa, a cui si affianca Maria Maddalena dai lunghi capelli biondi ondulati; a destra, Giovanni Evangelista che stringe forte le mani giunte e, ancora a lato, gli armati, vestiti secondo la moda del tempo, che assistono alla scena.
Sono assenti i due ladroni secondo la variante preferita dai francescani, peri quali era fondamentale l’adorazione del Crocifisso.
L’immagine della Madonna accasciata sotto la croce non si ritrova nei Vangeli, ma è un’invenzione dei predicatori e degli autori mistici medievali, in seguito molto amata e apprezzata dagli artisti.
Nella parete di destra sempre all’interno del presbiterio rimane un frammento di affresco con Santa Caterina d’Alessandria e un Santo Vescovo (forse San Feliciano?), l’affresco è datato al primo quarto del XV secolo opera di un anonimo pittore umbro.
Scendendo nella campata dopo il presbiterio verso l’uscita, in una piccola nicchia si trova un busto di Sant’Andrea, in quella successiva una statua di Santa Chiara e in quella successiva ancora c’è l’altare della Vergine con una bella decorazione in pietra e alla base la data 1543.
Nella controfacciata troviamo la figura, in gigantesche proporzioni, di San Cristoforo che trasporta Gesù Bambino sulle spalle nell’atto dl attraversare un corso d’acqua; questo affresco è stato scoperto solo recentemente.
Poiché Cristoforo era il protettore dei viandanti, la sua immagine veniva dipinte motto grande perché fosse visibile anche da lontano; è questa l’origine della sua statura gigantesca.
Vista la posizione della nostra chiesa, a ridosso del lago, è verosimile che un’immagine di San Cristoforo si trovasse anche all’esterno, sulla facciata.
Tutti gli affreschi sono stati studiati da Mirko Santanicchia (2008) che ne assegna l’esecuzione a un “Maestro di San Cristoforo“, noto per alcuni dipinti nella chiesa di San Cristoforo di Magione, uno dei quale reca la data 1418; si tratta di un pittore verosimilmente originario di Perugia, già identificato con Policleto di Cola, che rivela una formazione comune all’eugubino Ottaviano Nelli.
Un inventario del 1592 segnalava la presenza in chiesa anche di un polittico di cui si sono perse le tracce, con “… una tavola di legname dorato con quattro pitture, cioè S. Giovanni Battista e S. Andrea da una banda, dall’altra S. Pietro e S. Francesco“.
Maestro di Monte del Lago
Con questo nome convenzionale si suole indicare quel pittore trecentesco che eseguì la grande Crocefissione, oggi purtroppo largamente frammentaria, estesa una volta a tutta la parete di fondo della chiesa di Sant’Andrea di Monte del Lago.
Si tratta di un artista che affonda le sue radici nella grande cultura figurativa sviluppatasi ad Assisi nei primi decenni del XIV secolo, nella Basilica Inferiore di Assisi.
Difatti appaiono subito evidenti in lui i richiami a Giotto e ai giotteschi che operano nelle vele e nel transetto destro, a Puccio Capanna, a Pietro Lorenzetti, l’autore della grande Crocefissione del transetto sinistro, al Maestro di Figline o maestro della Pietà Fogg, autore della Maestà della Sacristia che alcuni studiosi hanno tentato di impersonare nel mosaicista e vetriere assisano Giovanni di Bonino, attivo nel Duomo di Orvieto.
Certo, rispetto a quei grandi, l’ispirazione del maestro di Monte del Lago appare molto più umile e popolaresca, con tratti violentemente espressivi, con accenti fortemente dialettali, e ciò si inserisce in una linea figurativa e in una declinazione di gusto tipicamente umbre.
Tuttavia il suo espressionismo estremo ha caratteri propri, molto originali, che lo distinguono dagli altri espressionisti operosi al di là del Tevere, a Gubbio e nella valle spoletina.
Esso sembra piuttosto far capo a quella particolare corrente, più propriamente perugina, che si riconosce, per esempio, negli affreschi del Maestro di San Francesco al Prato, o nell’autore del piccolo dittico su pergamena n. 85 della Galleria Nazionale cieli Umbria, opera anch’essa di provenienza francescana.
Gli altri dipinti che si possono assegnare, sia pure dubitativamente, al nostro autore sono la Madonna Addolorata, una testata di croce, una volta nella collezione Perkins a Lastra a Signa, oggi smarrita, ed una croce a stile a due facce, oggi nel Brooklyn Museum a New York, la cui provenienza da Perugia sembra documentata.
Nessun dubbio tuttavia che la grande Crocefissione di Monte del Lago resti a tutt’oggi il suo principale lavoro.
Il dipinto, di forte impatto emotivo, di dichiarata teatralità, ha certamente un rapporto diretto con le Sacre Rappresentazioni, con l’ambiente delle confraternite, e qui va ricordata, nella stessa Monte del Lago, la chiesa dei Disciplinati subito fuori porta.
Fonti documentative
T.C.I., Umbria, Milano 1878; P. Scarpellini – Per la pittura perugina del Trecento III. Il Maestro di Monte del Lago – in “Esercizi“, 4, Roma 1981, pp. 45-58;
F. Todini – La pittura umbra dal Duecento al primo Cinquecento – Milano, I, p. 350;
M. Santanicchia – Pittura nell’area del lago Trasimeno tra Medioevo e Rinascimento – in F. Piagnani – M. Santanicchia, Storie di Pittori tra Perugia e il suo Lago, Morbio Inferiore, 2008, pp. 15-76;
E Lunghi – Pittori senesi sulla sponda orientale del lago: la Maestà di Magione – in G. Riganelli – A. Tiroli – E. Lunghi – C. Mancini – La Madonna delle Grazie di Magione – Perugia 2011, pp. 141-162.
Cenni storici sulle parrocchie della Diocesi di Perugia, a cura di G. Tiacci e G. Cialini, in G. Leti – L. Tittarelli, Le fonti per lo studio della popolazione della Diocesi di Perugia dalla metà del XVI secolo al 1860 – I, Gubbio 1976, pp. 143-231;
A. Grohmann – Città e territorio tra medioevo ed età moderna (Perugia, secc. XIII-XVI), II – Perugia 1981;
Le pergamene dell’Ospedale di S. Maria della Misericordia di Perugia. Dalle origini al 1400 – regesti a cura di A. M. Sartore, Perugia 2005;
Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Umbria – a cura di P. Sella, Città del Vaticano 1952.
Cartellonistica in loco
http://www.magionecultura.it/
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=3383
Da vedere nella zona
Castello di Montecolognola
Chiesa di Santa Maria Annunziata – Montecolognola
Santuario della Madonna delle Fontanelle – Montecolognola
Chiesa di San Cristoforo – Cimitero di Passignano
Chiesa di Santa Maria de Ancaelle – Sant’Arcangelo
Chiesa di San Cassiano – Torricella
Ringraziamento
Il mio più sincero grazie va a Don Stefano parroco di Magione senza l’aiuto del quale queste pubblicazioni non sarebbe stato possibile farle. Grazie alla sua disponibilità e al tempo che mi ha dedicato.