Torre Pendente ( Castello di Vernazzano ) – Tuoro sul Trasimeno (PG)

E’ situato su altura da dove si gode uno straordinario panorama del lago Trasimeno con le sue isole

Cenni Storici

L’antico borgo di Vernazzano sorgeva sulla pendici del monte Castiglione nella stretta valle incisa dal torrente Rio mentre quello che vediamo oggi è un piccolo abitato composto di poche case a due piani realizzate con buona tecnica in pietra arenaria locale cresciuto nel corso del Novecento con la chiesa e più in lato il cimitero.
L’antico borgo è oramai scomparso, resta in piedi un frammento della chiesa castellare fuori dalle mura, frammenti di case e fortificazioni e la vecchia torre pendente a picco sul precipizio.
Il torrente Rio ed il suo affluente Tegone quindi segnano lo spartiacque tra l’antico ed il nuovo nucleo abitativo, uno rappresentato dalla caratteristica Torre pendente, l’altro con la nuova chiesa.
Sulla derivazione del nome Vernazzano si sono fatte diverse ipotesi: l’umanista laghigiano, Matteo dall’Isola Maggiore, nella sua opera Trasimenide del 1537, fa risalire il toponimo alla voce latina ver, veris, “primavera“, con riferimento alle particolari caratteristiche di questo luogo in cui si gode tutto l’anno un clima particolarmente mite, soluzione condivisa anche da altri autori.
Altre ipotesi sostengono che la desinenza finale “anus” sia frutto di un prediale derivante da un nome proprio.
Il Raganelli infine fa derivare “Verna” da un nome etrusco proprio di persona.
Le prime informazioni relative alla frequentazione umana in questo territorio sono documentate dal rinvenimento di piccoli strumenti litici e alcuni reperti eneolitici, rinvenuti nei dintorni di Vernazzano, sono esposti nella sezione preistorica del Museo Archeologico di Perugia.
Poco al di sopra del castello di Vernazzano, in vocabolo “C. Tiravento” si trovava un piccolo insediamento fortificato etrusco, probabilmente collegato a Cortona per il controllo della costa settentrionale del Trasimeno.
Ancora alla fine del Settecento erano presenti sul terreno ruderi di antiche costruzioni e un recinto spazioso di mura e tracce di un’antica strada che probabilmente collegava Perugia; inoltre nei pressi del paese in località “Castelonchio” sono state trovate nel 1967 due tombe coperta da tegoloni alla cappuccina probabilmente residui di un insediamento romano.
Non dimentichiamo che proprio qui venne combattuta la cruenta battaglia del Trasimeno nel 217 a.C. da Annibale contro i Romani guidati da Flaminio.
Nel periodo altomedievale, tra il sec. VI e l’VIII, questa vallata a Nord del Trasimeno si trovò a lungo sul confine conteso tra i Longobardi di Arezzo ad Ovest e i Bizantini di Perugia ad Est.
Il toponimo “Valle Romana” riportato nella cartografia della seconda metà del trecento e successive segnalano ancora l’appartenenza di questo territorio ai Romani (nome con cui venivano chiamati a quel tempo i Bizantini).
Le prime notizie del castello di Vernazzano sono collegate all’Abbazia di S. Maria di Petroia, fondata intorno al 960 dai Marchiones che in seguito hanno garantito ad essa la propria protezione.
I Marchesi, grande famiglia aristocratica di probabile origine franca, sommarono vasti possedimenti tra Umbria e Toscana tra il IX e il XIII secolo.
Risale al 1098 il testamento di Enrico, figlio di Ugo dei Marchiones, con cui vennero donati al Monastero suddetto, compreso nella diocesi di Città di Castello, i castelli di Pierle, Lisciano e Vernazzano.
Il declino di questi grandi feudatari inizia nel secondo quarto del secolo XII e le loro proprietà diventano ambite dal Comune di Perugia che le ottengono da Uguccione e Guidone figli del fu Raniero IV il 29 maggio 1202 e successivamente il 26 settembre dello stesso anno l’Abate Manno sottomette tutti i beni del Monastero di Santa Maria di Petroia ai Perugini in particolare quelli a Nord del Trasimeno oramai chiamato il lago di Perugia.
A quel tempo il distretto di Vernazzano comprendeva terreni fino alla costiera lacustre e la stessa Isola Minore, i cui abitanti entrarono in conflitto con i Magistrati di Perugia, per il loro carattere definiti da Matteo dall’Isola Maggiore nella sua opera Trasimanide “Falsi e sanguinari, propensi all’omicidio“, e a causa dei gravi delitti commessi furono cacciati e da allora nella piccola isola non sarà più presente una popolazione stabile; solo nel 700 si segnala la presenza di un eremita.
Il ruolo di Vernazzano quindi assume un carattere di rilevanza sotto i Marchiones, essendo ai confini occidentali del comune di Perugia dove svolge il controllo della strada che conduce a Cortona, Arezzo e Firenze, una via di comunicazione molto importante dal punto di vista economico e militare.
Questa viabilità oramai scomparsa che seguiva un percorso molto a monte rispetto al Lago, è testimoniata in una serie di carte redatte negli anni 1300 e 1365 oggi conservate nell’Archivio di Stato di Perugia.
Nel 1282 il castello contava 52 famiglie ed era l’ultimo insediamento murato perugino lungo il percorso per Firenze.
Nel 1383 il castello fu occupato dai Michelotti, fuoriusciti perugini; Perugia chiese la restituzione di Vernazzano e questi promisero di rendere il castello alla città.
In realtà, invece, insieme a Boldrino da Panicale e Bartolomeo da Pietramala, con 600 cavalieri presero a far scorribande nelle campagne intorno al lago depredando il bestiame; misero anche a sacco l’Isola Maggiore e l’Isola Polvese e attaccarono molti castelli.
I Magistrati perugini nel 1385 si decisero a far guerra ai Michelotti dando fondo ai ricchi proventi che la città ricavava dall’appalto dei frutti delle acque del lago e dopo un fittizio assedio poiché alcuni soldati presenti all’interno delle mura abbandonarono la difesa accettando l’offerta di 350 fiorini d’oro da parte degli assedianti, quindi Vernazzano non venne preso con la forza, come invece successe ad altri castelli.
Nel 1395 gli abitanti di Vernazzano furono esentati dalle tasse per utilizzare i denari dovuti alla città per la ristrutturazione di un tratto delle mura del castello.
Nel 1397 vennero risarcite con lo stesso sistema alcune bertesche, armature ed altre fortificazioni.
Nel 1455 furono spesi 22 fiorini per compiere vari riattamenti alla torre del castello.
Nel 1457 fu rifatta la rocca di Vernazzano che in alcune parti minacciava di crollare.
Il castello subì nel 1479 un attacco da parte dei fuoriusciti perugini e dei Fiorentini, il castello fu incendiato e vennero prodotti gravissimi danni alle strutture e alle persone, senza che l’esercito della Chiesa che era nelle vicinanze intervenisse.
Nel 1481 la comunità fu di nuovo esentata dal pagamento dei dazi per ristrutturare le mura del castello, analogo provvedimento fu adottato nel 1485 e nel 1488.
Verso la fine del ‘400 si comincia a registrare un sensibile calo della popolazione sia per le continue guerre sia per le conseguenze delle ondate di peste; agli albori del 1500 la popolazione è sensibilmente calata insieme alla ricchezza della sua comunità e le stesse mura del castello sono oramai semidistrutte, forse a causa dei quel fenomeno di erosione franosa che nei secoli successivi ne determinerà l’abbandono.
Nel 1730 la cartografia redatta dalla Chiesa mostra come il movimento franoso erosivo ha oramai interessato gran parte della muraglia occidentale e la torre di nord-ovest che sono oramai sull’orlo del precipizio e il loro collassamento seguirà di li a poco e nel volgere di pochi anni, infatti resisterà la torre costruita in un pianoro più in alto.
Questa fu una delle cause che determinarono l’abbandono del vecchio abitato, associata però al fatto che alla fine del 1600, ma soprattutto nel 1700 la viabilità si era spostata più a valle lungo le rive del lago per cui Vernazzano si trovò fuori dalla rete viaria principale e venne meno la sua funzione strategica.
I movimenti franosi comunque sono segnalati già nel corso del Seicento, vengono segnalati una prima volta nel 1626 gravi danni alla chiesa parrocchiale, soprattutto a carico delle fondamenta.
Nel 1655 si ha notizia di riparazioni e tentativi di sistemazione mediante l’introduzione di terra sotto le fondazioni; evidentemente i dissesti in atto stanno creando dei vuoti negli strati sottostanti la chiesa di S. Michele Arcangelo.
Per alcuni decenni si assiste ad una tregua che però si interrompe bruscamente nella metà del settecento e produrranno danni da allontanare definitivamente la popolazione dell’antico insediamento.
Verso la fine del 1700 anche la chiesa minaccia rovina e la struttura è vicina la collasso.
Nella Visita Pastorale del 1736 la situazione è drammatica, il Vescovo ordina di togliere tutti i dipinti della chiesa di San Miche Arcangelo, i Sacri arredi, il fonte Battesimale e di trasferire la cura delle anime e tutti gli oneri alla chiesa di Santa Maria dell’Ospedale detta “Delle trosce” e altresì ordina di abbattere la chiesa pericolante fino ad un’altezza di 135 cm (tre cubiti) e di porvi sopra una croce.
Per quanto riguarda la ricostruzione individua la località “Cappanneto” che si trova sull’argine opposto del Torrente Rio dove si erano già stabilizzate diverse famiglie.
Il colpo di grazia che portò al definitivo abbandono del castello probabilmente fu il terremoto del 7° grado della scala Mercalli con epicentro Città della Pieve e tutti i movimenti franosi che ne seguirono.
Il paese e la chiesa sono stati ricostruiti su un terreno più solido nella parte opposta del vallone, mentre la torre rimasta pendente è stata interessata nel 2004 da un progetto di consolidamento con soluzioni ingegneristiche ardite che l’hanno almeno per il momento messa in sicurezza.
Nel corso del secolo scorso Vernazzano è stato ricostruito ancora più a valle nei pressi della strada Statale 75 bis del Trasimeno lasciando a monte le proprie radici e la propria storia.
 

Cenni Strutturali

Il castello di Vernazzano fu costruito sulla sommità di uno sprone roccioso alto circa 25-30 m, in una posizione dominante e molto ben difendibile. L’abitato era chiuso da una prima cinta di mura di pianta pressoché triangolare. Solo il lato settentrionale, guardato da due torri angolari, era accessibile; gli altri due tratti di mura sorgevano lungo il precipizio. Il ridotto pianoro posto alla quota più elevata era serrato da una piccola rocca. Al suo interno sorgeva l’antica parrocchiale di S. Michele Arcangelo, con un piccolo cimitero. Ad Ovest spiccava la torre di guardia; e a Sud, dal lato del lago, si apriva una piccola piazza. Fuori le mura del castello, a Nord, si trovava un’altra piazza, più ampia della precedente, sulla quale si affacciavano la chiesetta di S. Maria delle Trosce, con l’annesso ospedale e alcune abitazioni civili. Di qui passava la via che raggiungeva la chiesa di S. Agata, l’antica parrocchiale del nucleo originario del paese di Tuoro, via che proseguiva poi in direzione Nord-Ovest verso Cortona. Vicino alla chiesa dedicata alla Vergine Maria, appena fuori le mura del castello di Vernazzano, sorgeva il pubblico oratorio di S. Giuseppe.
La via interna di accesso saliva lungo le mura della rocca su cui era inserita la parete settentrionale della chiesa parrocchiale. I dati demografici disponibili per questo piccolo castello mostrano, nel periodo compreso tra la seconda metà del Trecento e la fine del Cinquecento, un andamento identico a quello riscontrato nel contado perugino. Il primo censimento a nostra disposizione è quello del 1282: a Vernazzano sono presenti 52 famiglie. A partire dai primi anni del Trecento si evidenzia un calo della popolazione che coinvolge la città di Perugia e soprattutto le campagne.
Il continuo stato di guerra, le ricorrenti carestie e le epidemie, soprattutto di peste, sono le cause principali di questa crisi. I dati disponibili per i decenni centrali del Quattrocento ci mostrano una comunità ridotta a soli 26-30 nuclei familiari.
Solo sul finire del secolo il castello torna a popolarsi ai livelli di fine Duecento. Nel 1578 a Vernazzano sono censite 40 famiglie per un totale di 240 abitanti, 40 dei quali risiedono nell’abitato fuori le mura; nel 1587 il loro numero è salito a 270.
Intorno alla metà del Seicento il numero degli abitanti torna a calare bruscamente per cause di guerra, per poi risalire gradualmente. Nel 1763, quando gran parte delle strutture civili e religiose sono ormai in rovina, la popolazione del castello raggiunge il tetto massimo: 65 sono le famiglie presenti per un totale di 365 abitanti.
 

Aspetto e Torre

Quel che rimane del fortilizio sono pochi brandelli di mura, resti della chiesa di Santa Maria delle Trosce e la torre che pendente sull’orlo del precipizio è tenuta in piedi da tiranti che ne impediscono il crollo.
La torre di guardia del castello la cui origine risale al pieno secolo XIII, rispetto a tutto il resto dell’abitato ed in particolare della chiesa di San Michele Arcangelo, ha meglio resistito al movimento franoso, infatti tenendo conto della tecnica costruttiva utilizzata il suo movimento , l’inclinazione e lo sprofondamento della stessa non si sono attuati in modo progressivo, ma procedendo “a scatti“, legati ad eventi concomitanti come precipitazioni gravose, deflussi sotterranei elevati, shock sismici.
In effetti la pendenza di 6°-7° sulla verticale, verificata da Angelo Buattini nel 1846, fu raggiunta dalla torre già nel 1777, come segnala in un suo manoscritto l’abate Bartolomeo Borghi.
La base presentava uno zoccolo con alcuni gradini, larghi 6 cm e alti 26. Almeno una parte di questa piramide era ancora fuori terra al tempo delle osservazioni del Buattini.
Non è noto quando sia penetrata completamente nel terreno, scomparendo alla vista.
Negli anni ’60 del Novecento il movimento franoso riprese in modo significativo.
Sulla sommità della torre crollò l’angolo di massima pendenza.
A seguire si aprirono sulle murature fessure sempre più numerose ed ampie.
Attualmente la pendenza massima del manufatto è di ben 13° sulla verticale.
 

Tela con rappresentazione del Castello

Particolare del dipinto di Anton Maria Garbi del 1769, relativo alla chiesa parrocchiale di Vernazzano con il suo bel campanile a vela e alla torre di guardia prima della rovina.
 

Mappa Catastale

Particolari della mappa del Catasto perugino del 1730 relativa al Castello di Vernazzano e al suo abitato fuori le mura.
Archivio di Stato di Perugia, Catasto Chiesa, 1730, Vernazzano n. 214 – IV
 

Fonti documentative

Cartellonistica in loco
CATTUTO C., GAMBINI E., La torre pendente di Vernazzano sull’antica strada da Perugia a Cortona, Siracusa, Lombardi Editori, 2014 (Italiano e Inglese).
 

Da vedere nella zona

Pieve di Confine – Tuoro sul Trasimeno
Chiesa di San Donato – Passignano sul Trasimeno
Chiesa di San Vito – Passignano sul Trasimeno
Chiesa di San Salvatore – Isola Maggiore del Trasimeno
 

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