Chiesa di Santa Maria Assunta – Pievefanonica

La chiesa è aperta la domenica per la messa molto frequentata dagli abitanti del posto

 

Cenni Storici

Dopo Pontecentesimo direzione Capodacqua, poco prima dell’attraversamento della linea ferroviaria Roma – Ancona, si possono notare i resti di un ponte di epoca romana che conserva ancora il nome di “Ponte Centesimo“, in quanto posto lungo l’antica consolare Flaminia a cento miglia (150 chilometri circa) da Roma.
Di esso rimangono ormai poche tracce anche perché consunto dal tempo, oltre ché dalle piene del Topino e dall’incuria degli uomini (non ultima la costruzione della linea ferroviaria). Oltrepassato il ponte, sulla destra è ancora visibile ciò che rimane di un’opera artificiale di imbrigliamento delle acque a monte di un viadotto posto sulla costa della collina.
Poche centinaia di metri più avanti si trova Pieve Fanonica, un piccolo agglomerato di case, attorno ad una chiesa presumibilmente costruita su di preesistente tempio pagano, da cui il toponimo Pieve Fanonica (Plebes – Pieve, fanum – tempio).
A partire dal XII secolo la Pieve certamente già molto famosa, fu riconosciuta dalle comunità della Vallata come chiesa madre o “matrice“, unica rimasta nella toponomastica della diocesi di Foligno, con diritto di ricevere dalle chiese vicine un annuale tributo di cera.
In una bolla di papa Innocenzo II dell’ 11 giugno 1138, vengono confermati all’allora vescovo di Foligno Benedetto II (1138 – 1155), molti diritti e privilegi.
In quel prezioso documento si legge testualmente: “… confirmamus insuper vobis…plebem Sanctae Mariae de Fellonica (Fanonica), cum ecclesis et possessionibus (cavum)” (con chiese e possessioni dipendenti).
Lo storico folignate Ludovico Iacobilli, nel suo trattato “Di Nocera nell’Umbria e sua diocesi e cronologia dé vescovi di essa città “, datato 1653, a proposito di questa chiesa ebbe a dire che nel 1419 “…furono ancora in questo tempo fatti i statuti e reformanze della Valtopina e villa di Balciano e d’altri luoghi circonvicini…” ed in esso viene menzionata anche Pieve Fanonica come appartenente alla “Universitas o Communis Vallis Topini et Villae Balciani, fulginatis diocesis“, é in quel periodo infatti che tutta la vallata risulta ancora sotto la dominazione trinciana.
Proprio per la sua posizione confinaria, spesso fu teatro di dispute, anche per il fatto che i folignati erano sempre alla ricerca di occasioni propizie per annettersi di nuovo il territorio della Valtopina. Gli attriti tra le due comunità confinanti raggiungevano il culmine proprio per la festa dell’Assunta che si celebrava ogni anno il 15 di agosto e radunava fedeli provenienti da ambedue i territori. Presso l’Archivio di Stato di Foligno nelle “Riformanze” del 1480 – 1481, si parla di un consiglio di sindaci e di massari della Valtopina tenutosi il 12 agosto 1481 durante il quale, venne stabilito che essendo ormai prossima la festa di S. Maria a Pieve Fanonica, onde evitare alterchi e risse fra uomini Folignati e della Valtopina si rendeva necessario eleggere uno o più probiviri con autorità di impartire ordini agli uomini della vallata, nonché comminare multe, sanzioni e pene.
L’incarico venne affidato a certo Agostino di Giacomo di Costanza che dovette trovarsi in loco per la vigilia e per il giorno della festa dietro corresponsione di un compenso di quattro baiocchi.
Ma al di la delle diatribe e dei frequenti tafferugli susseguitesi negli anni, il luogo rimase meta assai frequentata da parte dei valligiani fino a non poco tempo fa.
Durante la festa, si svolgeva una processione alla quale partecipavano le comunità di Valtopina, Capodacqua, Pontecentesimo, Agnano e Pasano, che in tale occasione come già detto poc’anzi erano solite offrire all’Assunta l’annuale tributo di cera.
Dopo la cerimonia religiosa era usanza distribuire ai convenuti ciambelle e vino. Allo stesso tempo, nella spianata antistante la chiesa si svolgeva una fiera che richiamava moltissima gente sia della vallata che della pianura folignate, anch’essa purtroppo occasione di abusi, liti e scontri cruenti tra le due comunità.
A tal proposito nelle “Memorie” della parrocchia di Pieve Fanonica del XVIII – XIX secolo, così viene descritto l’arresto di un folignate: “1759… nel detto giorno 15 agosto, festa dell’Assunta…fu carcerato un certo Feliciano Sciocchetta da Foligno per certo fraudo d’una porchetta che da esso vendessi in faccia alla porta di questa chiesa di Pieve Fanonica, cioè sul prato distante alla porta principale undici o dodici passi...” e poiché: “…fu riconosciuto avere a godere questa chiesa di immunità non solo li passi dodici sopra allegati ma li passi trenta secondo li sacri canoni. ..”, lo Sciocchetta venne ritenuto colpevole e condannato per occupazione abusiva dello spazio di proprietà della Pieve.
Era una pieve che godeva di un cospicuo patrimonio e in tali condizioni rimase per lunghi secoli, fin quasi ai nostri giorni.
Questa parrocchia contava, agli inizi del secondo decennio del Novecento, 596 abitanti divisi in 130 famiglie, nel 1940 raggiunse i 620 abitanti, nel 1985 scese a 424 anime e nel 2010 è giunta a 444 persone.
Durante l’ultimo terremoto la chiesa rimase gravemente lesionata in ogni sua parte, ma grazie ad una diligente opera di ristrutturazione, alla fine del 2008 è stata di nuovo riaperta al culto. tornando ad essere meta di pellegrinaggi da parte degli abitanti dei paesi circonvicini, che finalmente hanno messo al bando per sempre i cruenti scontri dei tempi che furono.
Attualmente la “Pieve” fa parte dell’Unità Pastorale di Vescia – S. Giovanni Profiamma e vi ha trovato sistemazione stabile la “Comunità Stimmatina“.
 

Fonte documentativa

Qua e Là per il Folignate – Alla riscoperta di bellezze dimenticate o…quasi di Sandro Capodimonti Editrice Dimensione Grafica 2010
 

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