Chiesa di Sant’Anna – Mocali di Sellano (PG)

La chiesa è a poca distanza dalla provinciale, ma è raro trovarla aperta.

 

Cenni Storici

Le prime notizie sulla chiesa di Sant’Anna risalgono al XIV secolo, da esse si ricava che l’edificio fu il nucleo intorno a cui si organizzò la villa di Mocali.
 

Aspetto esterno

La semplice facciata a capanna presenta nel registro superiore una finestrella rettangolare incorniciata da una mostra in pietra locale, e nel registro inferiore il portale, inquadrato anch’esso da una mostra lapidea con architrave modanato.
L’ingresso è decentrato sulla destra ed è accessibile grazie ad una scalinata che lo collega al piano stradale.
Per adattarsi al terreno scosceso, infatti, l’edificio è sopraelevato.
Il piccolo campani letto a vela ad un solo fornice si innesta sul lato sinistro del tetto.
 

Interno

L’interno ad aula, con copertura a capriate lignee, conserva interessanti testimonianze pittoriche.
All’inizio della parete sinistra è affrescato l’Evangelista Matteo con l’attributo dell’angelo, all’interno di una cornice che simula il legno intagliato e dorato, ornata ai lati da teste di cherubino che stringono tra i denti festoni vegetali.
L’affresco è databile tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento e fu commissionato da tale Giovanbattista di Antonio, come attestato da un’iscrizione.
Più avanti, verso l’unico altare del tempietto, è dipinta la titolare della chiesa nell’interessante iconografia detta Sant’Anna Metterza.
Sant’Anna è seduta in trono e sorregge sulle ginocchia la Madonna, che stringe a sua volta in grembo il Bambino.
L’opera risale alla prima metà del XVI secolo ed è riferibile ad un pittore dell’Umbria meridionale, che conserva ricordi della maniera di Antonio Sparapane.
La decorazione più interessante del piccolo luogo di culto occupa per intero la parete d’altare: si tratta di un singolare polittico murale, che raffigura al centro il Cristo Crocifisso, a destra l’Angelo della Pace e Sant’Anna Metterza ed a sinistra San Sebastiano e San Rocco.
l soggetti sono collocati nella stessa ambientazione, caratterizzata da un brullo paesaggio roccioso; alle spalle dell’Angelo della Pace e del San Rocco, tuttavia, è posto un drappo damascato.
Nel margine inferiore dell’affresco vi è un’iscrizione con la data 1488.
l caratteri stilistici, e in particolare gli evidenti riferimenti alla produzione di Carlo Crivelli nelle fisionomie dei personaggi, permettono di attribuire l’opera ad un artista marchigiano attivo negli ultimi decenni del Quattrocento.
La presenza dei santi Sebastiano e Rocco fa immaginare che il dipinto sia stato commissionato per richiedere la loro protezione contro un’epidemia di peste.
 

Bibliografia

AAVV – Forgiata dalle acque, Sellano e il suo territorio – 2017
Don Anzano Fabbi – Storia dei Comuni della Valnerina – 1977
 

Da vedere nella zona

Chiesa di San Severino – Montalbo
Madonna della neve – San Martino
Chiesa di San Pietro – Forfi
 

Mappa

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