Collegiata di Santa Maria Assunta – Montone (PG)

La chiesa si trova nella parte alta della città accanto alla Rocca di Fortebraccio.

 

Cenni Storici

Le origini della Collegiata risalgono al primo quarto del XIV secolo come attesta la documentazione, conservata presso l’Archivio storico diocesano di Città di Castello.
Nel 1317, infatti, il vescovo Ugolino, ottenne di veder riconosciuto il titolo di arcipretura con dei canonici e cattedra vescovile alla chiesa Collegiata di Montone, in analogia con la Cattedrale di San Florido di Città di Castello, sede vescovile e fu chiamata “Chiesa di Santa Maria assunta” (in cielo) succeduta, per comodità della popolazione come chiesa parrocchiale all’antichissima “Pieve di San Gregorio Magno” (fuori le mura sede del Capitolo) che le passò i suoi Titolari, il privilegio di avere una Cattedra Vescovile e un collegio di Canonici.
Da allora si chiamerà “Chiesa di San Gregorio” oppure “Collegiata”.
Quella che vediamo oggi costituisce l’ampliamento della chiesa del 1300 più bassa, senza l’attuale abside e le Cappelle laterali. Ciò si deve alla munificienza del P. Giovanni Pazzaglia dei Padri Filippini. Era di origini Montonesi e con la disponibilità di una ricca eredità.
La chiesa custodisce la Sacra Spina, donata alla popolazione di Montone da Carlo, figlio di Braccio Fortebracci, che, a sua volta, l’aveva avuta in dono dai Veneziani, che intendevano dimostrargli riconoscenza per averli aiutati a sconfiggere i Turchi invasori.
 

Interno

La chiesa si presenta a croce latina ad unica navata e termina con un’abside circolare.
Lungo la navata in alto, tra lo straordinario soffitto a cassettoni lignei e la cornice, è rappresentata la vita della Madonna in mezzo a figure di Santi. In senso antiorario a sinistra di chi entra: la nascita; la sua presentazione al tempio; l’Annunciazione; l’incontro con Elisabetta e Lei incinta (raramente così rappresentata). Si attribuiscono all’accademia Fiorentina dell’affresco absidale.
In controfacciata si trova una La Bussola è opera di falegnami locali dell’inizio del 1900, del medesimo stile i confessionali, le credenze e le porte della sacrestia.
Proseguendo sulla parete sinistra c’è un l’altare dove risiedeva il fonte battesimale e subito dopo un altare ornato da colonne e cornice ligneee con una tela che rappresenta in basso le anime del Purgatorio che vengono salvate dai Santi che intercedono presso la SS. Trinità.
L’ultima cappella a sinistra corredata con un altare in legno porta in alto lo stemma della famiglia Pazzaglia che nel 1700 si adoperò per l’ampliamento e l’abbellimento di questa chiesa; è chiamata “Cappella delle suore” in quanto adiacente al convento delle clarisse che custodiscono la Sacra Spina.
E’ affrescata con una scena dell’ l’Ultima Cena sulla volta i simboli degli Evangelisti.
L’altare Maggiore conserva nell’abside una tela con la Madonna tra San Giovanni Battista e San Gregorio Magno (Santo Patrono della città) e un coro in noce con un Trono che a suo tempo ospitava il collegio di canonici e il vescovo di Città di Castello nel 1306 per circa 3 anni.
La volta è stata affrescata nella prima metà del 1700 da Giovanni Parenti, caposcuola dell’accademia Fiorentina e rappresenta gli Apostoli in attesa della discesa dello Spirito Santo, dentro un locale che non ha soffitto e che si apre direttamente sul cielo.
Il successivo altare della parete destra è decorato con stucchi datati 1743 e una tela che rappresenta la Madonna del Rosario contornata da i quindici misteri.
Sopra la porta della sagrestia è una tela datata 1611 del fiammingo Calvaert con un’Ultima Cena.
Il secondo altare della parete destra in direzione dell’uscita ospita un piccolo quadro con una Madonna su tavola di scuola senese del 1200-1300 e accanto una statua di San Rocco attribuita allo scultore Romano Alberti (1502-1568) di Sansepolcro, detto “Il nero”.
L’ultimo altare prima dell’uscita conserva una tela con S. Albertino da Montone (1220 – 1294) con in mano un cinto erniale; il Santo è invocato a protezione di tutte le forme di malattie epatiche e in particolare contro le ernie inguinali e ombelicali.
 

Fonti documentative

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http://www.montonein.it/

http://siusa.archivi.beniculturali.it/

http://montone.infoaltaumbria.it/

 

Da vedere nella zona

Castello di Montone
Pieve di San Gregorio Magno
Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa della Madonna dei Confini
 

Mappa

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