Castello di Cammoro – Sellano (PG)

Il Castello ha una posizione dominante sulla via della Spina, determinante per la sconfitta romana da parte di Annibale sui Piani Plestini.

 

Cenni Storici

Castello del comune di Spoleto, sorto nella terra di confine con Foligno e Camerino, a guardia della vecchia via della Spina, che sin dall’epoca romana collegava Spoleto con Plestia, sull’altopiano di Colfiorito.
Costruito nel secolo XIII su uno sperone roccioso, è dominato dalla torre della vecchia sede comunale, oggi campanile della chiesa.
Secondo lo storico Saverio Minervio già nel 1228 il castello si dette a Spoleto.
La più antica documentazione esistente risale però al 1239, quando il sindaco di Castrum Cammori Alemanno sottopose il castello in perpetuo al comune di Spoleto.
Fu oggetto di numerosi attacchi da parte del Comune di Trevi fra i quali si ricorda un fatto curioso avvenuto il 6 aprile 1274 quando i trevani approfittando delle lotte intestine di Spoleto con 3000 fanti salirono ad occupare Orsano e Càmmoro.
Proprio in quel momento si trovarono a passare nella valle 50 cavalieri spoletini, credendo fosse l’avanguardia di un grosso esercito, i trevani si dettero alla fuga, i cavalieri approfittarono dell’errore per inseguirli insieme ai castellani.
Arrivarono sino alle porte di Trevi uccidendone molti e catturando 70 prigionieri che furono successivamente rilasciati dopo la stipula di una pace.
Nel XVI secolo era chiamato “Camorano“, come risulta dalla mappa dell’Agro Spoletino affrescata nella Galleria delle carte geografiche all’interno dei Musei Vaticani.
Il castello di Càmmoro godeva delle autonomie comunali solite sotto la Signoria in base alle “Constitutiones Aegidianae” con l’obbligo di accettare il podestà che vi inviava Spoleto.
Era regolato da Statuti approvati dal Comune di Spoleto nel 1597 suddivisi in 5 libri e tuttora conservati presso l’archivio del Comune di Sellano.
Negli stessi si legge che ogni anno il Comune doveva offrire per l’Assunta il pallio del Castello due ceri e la dativa del fodrum o focatio in segno di sudditanza alla Signoria della Magnifica città di Spoleto.
Una curiosità contenuta negli Statuti sta nell’alto numero di animali che era consentito di possedere a ciascuna famiglia, cioè 100 pecore 50 capre 4 cavalli e 8 puledri.
Nel 1611 si contavano 351 abitanti, nel 1713 scesi fino a 200, risaliti a 230 nel 1853.
Con l’Unità d’Italia, nel 1860 entrò a far parte del comune di Sellano insieme alle comunità di Orsano, Postignano e Montesanto.
Il 31 dicembre 1898 la Giunta arbitrale di Spoleto dichiarò definitivamente affrancati a favore degli abitanti di Càmmoro i beni passati, dopo l’Unità, al demanio comunale di Sellano; il 9 novembre 1899 si costituì l’Università Agraria di Càmmoro, dal 1936 “Comunanza Agraria” con l’approvazione dello statuto da parte della Giunta provinciale amministrativa.
L’associazione istituita dallo Stato ha lo scopo di tutelare i beni demaniali del territorio circostante e di curarne lo sfruttamento economico, regolamentando il taglio della legna boschiva, la raccolta dei tartufi e le altre attività tipiche di una comunità montana.
Nel 1971, a seguito delle forti emigrazioni del dopoguerra, il paese contava solamente 57 abitanti.
Nel 1997 gli abitanti restanti sono stati costretti ad abbandonare le mura dell’antico centro, a seguito del distruttivo terremoto del 26 settembre, nel 2001 erano rimasti 17 abitanti e ad oggi è quasi disabitato.
 

Aspetto

Il castello è costruito su un cono roccioso la cui naturale inaccessibilità è accresciuta dall’alta e compatta muraglia che oggi corrisponde alla chiesa parrocchiale, un tempo sede comunale ed alla sua torre campanaria, posta a guardia della viabilità d’accesso.
L’impianto urbano dell’antico centro è caratterizzato da uno schema viario a tornanti molto ripidi da cui si diramano strade a fondo cieco pressoché piane e parallele.
Come in altri centri, anche qui il tessuto edilizio doveva essere in origine più compatto dell’attuale e racchiuso nella cinta muraria di cui ancora si rinvengono tracce.
Oggi invece rimangono spazi vuoti tra le case, destinati ad orto o giardino.
Se si eccettua qualche episodio di recente compromissione il centro conserva nel suo complesso un carattere unitario tipicamente medioevale.
All’interno del Castello vi sono due chiese, la Chiesa pensile di Santa Maria Novella e la più piccola chiesa della Madonna del Rosario.
La Chiesa di Santa Lucia è posta appena fuori dell’abitato.
 

Piè di Cammoro

Piedicammoro o Piè di Càmmoro, come indica il nome si trova ai piedi dell’antico castello, a quota 763 metri sul livello del mare, all’incrocio con la Via della Spina.
È costituita da tre nuclei separati di case, tipicamente disposti ai due lati della strada e dell’omonimo fosso: il primo è un casolare in linea collocato in piano, con più unità abitative giustapposte, il secondo una singola casa con ruderi di capanne separate, il terzo composto da un antico ampio edificio, che va identificato con l’antico ospedale, e da due case rurali addossate al pendio.
Era un tipico insediamento di transito, con stazione di posta per i cavalli, osteria per mangiare e un Hospitium per pellegrini e viandanti, noto come “hospitale pedis Cammuri“.
Lungo la strada sorge un piccolo spazio sacro, quadrato con volta a botte, la Cappella della Beata Vergine, che il Sensi definisce “Cappella votiva contra pestem” e il Fabbi, come “Cappella della Pace“.
Cammoro è parte di un territorio di particolare interesse naturalistico, riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario.
 

Fonti documentative

BARGHI A. FRATTEGIANI M. Cammoro note e immagini di un territorio Comunanza agraria di Cammoro 2005
FABBI A. Guida della Valnerina: storia e arte / Abeto (PG), presso l’autore, 1977
FAUSTI L., I Castelli e le ville dell’antico contado e distretto della città di Spoleto, Editoriale Umbra, Perugia, 1990
FRANCISCI M., BIANCHI A. “Cammoro nella Storia. Un castello a guardia della Via della Spina”, Comunanza Agraria di Cammoro 2001
GENTILI, GIACCHÈ, RAGNI, TOSCANO, L’Umbria – Manuali per il territorio – La Valnerina, Il Nursino, Il Casciano – Edindustria Roma, 1977
PALMIERI A Statistica dello Stato Pontificio, tipografia Forense, Roma 1859
SANSI A., Storia del Comune di Spoleto, Accademia Spoletina, Spoleto, 1876
Spina e il suo territorio – storia ambiente e tradizioni popolari A cura di Giuseppe Guerrini e Luigi Rambotti Quattroemme Editore Perugia 2013

https://it.wikipedia.org/wiki/Cammoro

http://www.comunanzacammoro.it/

http://www.caiperugia.it/attachments/article/1640/2016-04-07%20Cammoro.pdf

 

Da vedere nella zona

Chiesa pensile di Santa Maria Novella
Chiesa di Santa Lucia
Cappella della Beata Vergine – Piedicammoro
Chiesa di Santa Chiara
Paese di Molini
Chiesa di San Michele Arcangelo – Molini
Cappella della Beata Maria Vergine della Pietà – Molini
Eremo di San Paterniano – Molini
Castello di Orsano
Chiesa di Santa Maria Assunta – Orsano
Chiesa di San Vincenzo Ferrer – Orsano
 

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