Castello di Farnetta – Montecastrilli ( TR )

Il borgo prenderebbe il proprio nome dalla “Quecus frainetto”: un tipo di farnia di cui erano ricchi i boschi circostanti che merita considerazione perché splendida qualità di quercia, un genere di pianta piuttosto raro.

 

Cenni Storici

Il paese esiste sin dall’Alto Medioevo. I primi documenti storici sono due:
uno segnato al numero 1174 del Regesto di Farfa, datato 5 marzo 1112, riporta la volontà del conte Rapizone degli Arnolfi di donare con una certa imprecisione una serie di chiese e fondi al monastero della Vergine Maria di Farfa, con le relative clausole.
Un altro, segnato al numero 1175 e datato ancora 1112, riporta i nomi delle chiese e dei fondi donati: qui compare una chiesa di Farnetta e quella di S. Lorenzo in Nifili, posta nel territorio di Farnetta.
Storicamente è noto che nel 962 Ottone I aveva assegnato ad un suo collaboratore di nome Arnolfo una parte cospicua di territori nell’Umbria meridionale posti tra Terni, Todi e Narni tra cui Farnetta. Fu questa l’origine delle cosiddette Terre Arnolfe che rimasero per secoli un’entità politico-amministrativa indipendente.
Nel 1018 le Terre Arnolfe passarono sotto la giurisdizione diretta della Chiesa di cui gli Arnolfi divennero feudatari.
All’inizio del XIII secolo i territori intorno Farnetta vennero conquistati da Todi e Farnettà cessò di far parte delle Terre Arnolfe entrando a far parte del contado di Todi.
Farnetta divenne quindi un avamposto di frontiera di Todi verso Amelia e Narni con cui Todi si scontrò duramente nei secoli XII-XV.
Farnetta ha fatto per secoli parte del “Comitatus tudertinus” e della cui diocesi fa tuttora parte.
È probabile che già in epoca romana questi territori facessero parte del municipio romano di Todi: infatti le diocesi più antiche venivano a coincedere proprio con le suddivisioni amministrative romane.
Nel 1577, il consiglio di Todi ordinò di apporre lo stemma dell’aquila, simbolo della città, sulla porta d’ingresso del paese, il cui territorio si trovava ricompreso nella Pievania di S. Vittorina, una delle 19 pievanie che costituivano il comitatus comunale tuderte.
Con il nuovo motu proprio di Leone XII del 21 dicembre 1827 si assiste ad un’importante variazione della situazione amministrativa. Le modifiche sono per il territorio di Farnetta importanti. Il numero delle comunità autonome aumenta notevolmente e si realizza un’ulteriore frantumazione dello Stato Pontificio.
Il comune di Montecastrilli ottiene l’autonomia e diviene sede di podesteria, soggetta al governo distrettuale di Terni nella delegazione di Spoleto.
Termina così il secolare dominio di Todi sui territori intorno Farnetta, ora per la prima volta soggetti al governo di Terni.
Todi è sede di governo distrettuale nella delegazione di Perugia.
 

Aspetto

Probabilmente, fu cinta da mura castellane di cui non ne restano tracce.
Esiste, però, ancora oggi una torre di guardia [torre della Palombara], che si erige al centro di un insieme di corpi di fabbrica che formavano una fattoria.
 
 
 

Chiesa di San Nicolò

La Chiesa di San Nicolò risale al XV secolo, ed è più recente rispetto a quella di S. Silvestro oggi non più esistente, citata nei libri delle decime già dal XIII secolo.
Con molta probabilità questa chiesa è stata per molti secoli la chiesa più importante di Farnetta, finché nel XV secolo venne costruita la nuova chiesa di S. Nicolò, eretta dopo il 1467 e nella nuova chiesa fu trasportata un’immagine di S. Silvestro, che vi rimase fino al XVIII secolo.
Per tutto il XV, XVI e XVII secolo la chiesa di Farnetta era riportata sotto il titolo di S. Silvestro e S. Nicolò.
L’Alvi riporta infatti
“Chiese moderne ed introdotte dopo il 1467: S. Nicolò a Farnetta. Si pone questa chiesa lasciata addietro tra l’altre chiese (le chiese moderne sono riportate nell’ultimo capitolo del libro) della quale nella visita apostolica si trova Rettore-Parroco Bartoluccio di Antonio da Viepri”.
 

Aspetto esterno

La facciata classica si presenta a coronamento orizzontale, su due ordini sovrapposti, ognuno articolato in tre partiti verticali da quattro paraste, cantonali e centrali, in stile tuscanico come tutte le modanature e le decorazioni presenti.
Il suo grado di finitura è in mattoni laterizi a facciavista; al timpano di coronamento centrale, sopra di un’ampia finestra rettangolare coperta ad arco, corrisponde quello, più piccolo, che sormonta il portale ligneo d’ingresso, montato su sei gradini esterni in pietra.
La torre campanaria in pietra, coperta a cuspide, si erge sul retro dell’edificio.
 

Interno

Si tratta di un impianto ad aula unica, intonacata e tinteggiata, coperta con volta a botte, sviluppata su tre campate, sorretta da sottarchi poggianti, al di sotto dell’elaborato cornicione, su paraste tuscaniche. Il presbiterio, leggermente più stretto della navata ed introdotto da un arco di trionfo piuttosto articolato, è sollevato di tre gradini e termina in un’abside semicircolare, coperta a catino.
Due nicchie, una per parte, ospitanti altrettanti altari laterali in muratura stuccata, si aprono lungo i fianchi della navata, filtrata da una bussola lignea.
 
 
 

Cappella di Santa Lucia

La minuscola cappellina sorge fuori dalle mura del castello di Farnetta a fianco della strada provinciale.
La sua edificazione risale al XVII secolo ed è stata ristrutturata nel 2011 come ricorda una lapide marmorea interna apposta sopra la porta.
Ha una struttura a capanna con pareti intonacate.
Sopra l’altare c’è un quadro di fattura moderna raffigurante la Madonna in trono con il Bambino con una croce in mano ed ai suoi piedi Sant’Apollinare e Santa Lucia rappresentate entrambe con l’iconografia classica.
 

Fonti documentative

http://www.montecastrilliturismo.it/Farnetta.aspx

http://www.mondimedievali.net/

http://it.wikipedia.org/

http://necrologie.repubblica.it/

 

Da vedere nella zona

Foresta Fossile di Dunarobba
Castello di Dunarobba
Castello di Montecastrilli
Chiesa di Santa Vittorina
Chiesa di San Lorenzo in Nifili
 

Mappa

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