Castello di Casacastalda – Valfabbrica (PG)

Il Castello è stato coperto dalle nuove costruzioni conserva due delle tre porte.

 

Origine del nome

Parrebbe, secondo lo Jacobilli che si rifà ad altri storici, che il castello abbia preso il nome da un certo Ernero Castaldo di origine longobarda.
E’ certo che durante il periodo della dominazione longobarda, i ducati erano divisi in gastaldati, governati da un gastaldo o castaldo con incarichi amministrativi, militari e giudiziarii.
Con questo si vuol dire che il castello potrebbe essere stato almeno una rappresentanza del pubblico ufficio, cioè una casa, una residenza, la casa del castaldo, da cui Casa Castalda.
Questo appellativo però, potrebbe essere anche il riassunto, diciamo così, di denominazione di territorio, e cioè campagna con terre e case dipendenti dal castaldo; tuttavia risulta che il nome abbia, fin dalla più antica denominazione, la qualifica di castrum, cioè castello, quindi luogo fortificato, luogo militare, ma che poteva essere anche dimora per i rurali che, a sera, vi tornavano coi propri animali, dalla campagna: era uno dei modi per difendere e difendersi specialmente in tempo di guerre.
 

Cenni storici

Frammentarie ma ben documentate notizie, raccolte dallo studioso Dr. Gaetano Bensi nel suo volume storico “Il Castello di Casacastalda e la sua Pieve“, fanno risalire l’origine di questo paese al popolo degli Umbri, intorno al 1000 a.C.
A chi volesse conoscere la prima documentazione della fondazione del castello, si deve dire subito che essa non esiste.
Si sa, invece, che nel sec. XII, Casa Castalda dipende dal monastero di S. Maria di Valfabbrica, mentre, nel secolo seguente, appartiene al territorio eugubino, resta comunque certa la fondazione longobarda.
Alterne vicende videro coinvolto questo appetibile centro, posto in posizione dominante, a cavallo fra la Val di Rasina a nord e la valle del Chiascio a sud, nelle lotte fra i vari ducati e gastaldati del periodo longobardo.
Una prima documentazione si ha, con Federico I Barbarossa che in data 20 dicembre 1177 afferma che il monastero di Valfabbrica, mentre è soggetto all’abbadia di S. Silvestro di Nonantola, ha pieno diritto di possesso sul castello di Casacastalda e chiama il castello col nome di « Casagaldi », che, più tardi, avrà i nomi di Case Castalde, Casa Gastalda, Domus Gastalda.
Fu occupato dai Conti Suppolino e Rinaldo di Monaldo, quindi dai Conti Serra Partucci, poi dai Suppolini di Gubbio, il cui erede Guido Monaldo di Suppolino, nel 1257 d.C., lo cedette al Comune di Perugia e quindi sottoposto al diretto dominio del Papa.
Fin dal 1300 Casacastalda non è più castello direttamente soggetto alla Chiesa, ma come altri castelli dell’epoca, ha un proprio rettore, o podestà, per giudicare cause civili di piccola entità, essendo le più importanti demandate all’Autorità centrale.
Trovandosi al confine tra la guelfa Perugia e le ghibelline Gubbio ed Assisi, conobbe negli anni successivi un periodo di lotte spietate e di saccheggi, fino alla completa distruzione e alla sua ricostruzione, voluta da Perugia nel 1433, entro limiti più ristretti.
La notte del 5 luglio 1464, Casacastalda riceve ospite per una notte papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini) che, a tappe, si dirige ad Ancona per capeggiare una nuova crociata, e vi muore appena pochi giorni dopo l’arrivo.
Nel 1500 Cesare Borgia ( il Valentino), avanzando nella lotta contro Perugia, occupò Casacastalda, che successivamente cedette alle truppe del Duca di Orvieto.
Il Castello diventò così un passaggio obbligato di confine fra i ducati e quindi posto di gabella per chi intendeva entrare verso Perugia. Con lo Statuto del 1528 Perugia modificò l’ordinamento dei castelli e delle ville ed “il Castello” divenne Comune.
Un timbro metallico del 1590 del Comune di Casacastalda, con lo stemma di due torri merlate sovrapposte sulle quali è posto il Grifo di Perugia, è ancora conservato presso il Municipio di Valfabbrica.
Sconfitto il governo pontificio per opera delle truppe francesi nel 1798, il Comune di Casacastalda entrò nella Repubblica Romana, cantone di Gualdo Tadino, dipendente da Perugia e con dominio su Pieve di Compresseto, Poggio S. Ercolano, Poggio S. Dionisio e Collemincio.
Nel 1814, caduto Napoleone, Casacastalda non sarà più Comune ma, sotto le dirette dipendenze di Perugia, assegnata definitivamente a Valfabbrica, del cui territorio comunale costituisce tuttora parte integrante.
 

Aspetto

Conserva buona parte di mura, poste in forma quasi circolare in una forma “a diamante“, con il diametro maggiore di circa 100 metri, munito di opere di difesa, tra cui 3 torrioni di sicurezza che formano anche le tre porte del castello: porta Perugina quella di sud, porta del Giglio quella di nord, porta Eugubina quella di ovest.
 

Fonti documentative

http://www.comune.valfabbrica.c2i.it/

Vittorio Falcinelli – Per Ville e Castelli di Assisi – Vol I 1982
 

Da vedere nella zona

Castello di Giomici
Castello di Frecco
Santuario della Madonna dell’olmo
 

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