La Torre di Zampitto – Satriano di Assisi (PG)

La torre è stata mozzata ed insieme agli edifici annessi è diventata una casa di civile abitazione, ma è bene ricordarla in quanto luogo del passaggio di San Francesco morente trasportato e scortato ad Assisi dai Cavalieri incaricati dal Comune.

 

Cenni storici

Ai tempi di San Francesco nel contado di Assisi si contavano numerosi castelli che avevano il compito del controllo del territorio e della sua viabilità, fra questi, in un elenco dell’epoca, è menzionata la Torre di Zampitto, che doveva quindi essere anche un modesto nucleo abitato.
la Torre sorge sul poggio che sovrasta la Valle dei Cavalieri, a breve distanza dall’attuale edicola di Satriano, luogo citato dalle Fonti Francescane.
Poco sotto la torre è ancora attiva, seppur immersa nelle spine, l’antica Fonte dell’Acquaviva, che per secoli è stata il punto di approvvigionamento dell’acqua per gli animali e per il popoloso castello di Satriano; ancora oggi presenta delle malconce vasche per abbeverare animali seppur con una portata di acqua notevolmente ridotta.
La fonte doveva avere comunque una struttura rilevante, a giudicare dalla notevole quantità di pietrame crollato e invaso da spine.
Dagli abitanti del posto ora è conosciuta come “La fonte dei Laloni“, in memoria della famiglia che per decenni ha abitato gli edifici addossati alla torre.
Nel catasto del 1354 la Torre risulta attribuita alla Balya di Satriano e si trovava sulla strada, ora scomparsa, che scendeva verso Assisi e collegava la città con Nocera; strada famosa perché percorsa nell’ultimo viaggio di ritorno di San Francesco morente accompagnato dai cavalieri mandati da Assisi per riportarlo a casa.
E’ emblematico il cambio del nome della vallata sottostante che prima si chiamava “Valle del Bisciolaio” cioè prendeva il nome dal corso d’acqua che lo caratterizzava, poi, dopo il passaggio di San Francesco morente, gli fu attribuito il nome di “Valle dei Cavalieri” cioè di coloro che accompagnarono il Santo a morire nella sua città natale.
Questa valle sfocia nella Forra Marchetto e attraversa il fiume costretto da ampie pareti di roccia su un ponte che ancora oggi si vede e si chiama “Ponte Cavaliero“, probabilmente anch’esso ha preso il nome dall’evento citato.
Questo particolare viaggio, citato dalle Fonti Francescane, è rievocato ogni anno nella famosa “Cavalcata di Satriano” che simbolicamente ripercorre le antiche strade che attraverso la montagna collegavano Nocera con Assisi, seppur con un vistoso cambio di percorso dovuto alle trasformazioni territoriali che si sono verificate nei secoli e hanno cancellato tratti di antichi percorsi.
 

Aspetto

La torre oramai è diventata una civile abitazione e solo un occhio esperto riesce a distinguerla essendo completamente inglobata nel fabbricato e abbassata in altezza.
Si riesce ancora a capire la struttura originale a cui sono stati addossati gli edifici e solo nella parte sud si notano ancora le originali mensole sulle finestre.
La posizione gli permette di avere un’ampia visuale sulla sottostante valle, ma non gli permette di avere una vista su Assisi essendo coperta dalle falde di un monte chiamato Montarone, cosa invece che era possibile dal castello di Satriano posizionato un centinaio di metri più a est.
Dalla torre comunque si aveva un contatto visivo diretto con il Monastero di San Benedetto di Satriano che in linea d’aria dista meno di un chilometro e con “Le Torricelle“, punto di osservazione posto più in alto sul colle delle Montarelle nei pressi della chiesa di San Leonardo.
 

Fonti documentative

Arnaldo Fortini – La Vita Nova di San Francesco Vol. I e Vol. II – 2005
 

Mappa

Link alle coordinate: 43.105904 12.708613