Molino Buccilli – San Giovanni di Collepino (PG)

E’ un mulino ancora funzionante grazie all’impegno e alla costanza dei proprietari.

 

Cenni Storici

IL Molino di Valentino detto “di Sotto il Castello di San Giovanni“, fin dal 1861 anno in cui dovette essere edificato come si legge anche nella scritta incisa nella cassa sotto le macine; è tuttora funzionante ed è un molino ad acqua meglio conosciuto come Molino Buccilli, dal nome degli attuali proprietari che vi producono un ricercato pane casareccio.
Un documento d’archivio però ci riporta una notizia in cui poco prima del 1507 “i fratelli Cellino e Buccillo Migliorucci della villa di Sentino avevano costruito un mulino da grano nel loro terreno sito nella valle dell’Anna, presso l’omonimo corso d’acqua” affittato a Blasio Fiorentini di Gualdo Tadino.
Questi aveva acquisito alcune quote di proprietà del mulino che il 2 gennaio 1507 rivenderà a Buccillo e a Cristoforo di Cellino e a Michelangelo di Buccillo forse già in quei tempi esisteva il mulino.
In realtà non è cartografato nella mappa del Catasto Gregoriano, né in quelle, redatte per il territorio di Spello, del Catasto di G.M. Ghelli (1774) e del Catasto di Coriolano Monti (1816).
Lo ritroviamo riportato nella Carta idrografica del 1889, nel cui Allegato (1893) compare con la denominazione di Colle Calcino, toponimo presente anche nel Catasto moderno, e con il fosso Lanna che lo alimenta.
Ben documentato è poi nelle carte dell’Archivio storico della Camera di Commercio dalla fine degli anni venti, quando esso era ormai passato nelle mani del figlio di Valentino, Luigi.
Questi nell’aprile del 1947, mentre dichiarava l’avvenuta chiusura del suo opificio durante il secondo grande conflitto “non potendo essere sottoposto al controllo della Guardia di Finanza e altra forza pubblica incaricata perché il molino trovasi sito nella frazione di San Giovanni di questo comune (Spello) superiore all’altitudine di m 500 dal livello del mare“, inoltrava domanda al “Prefetto presidente della Camera di Commercio” per il rinnovo della licenza di macinazione “trovandosi il molino in condizione di poter macinare“.
Alla morte di Luigi, a continuarne l’attività è stato il figlio di suo fratello Enrico, Domenico.
Inizialmente il molino era alimentato soltanto dall’acqua del Fosso dell’Anna con una derivazione costruita circa 300 m a monte, successivamente, a causa della portata irregolare del torrente, un ulteriore apporto alla vasca di carico fu apportato dalle acque, opportunamente deviate e incanalate, del fosso Grande (o dei Trocchi, o Ranno proveniente da Colpernieri), che proprio subito a valle del mulino confluisce nel fosso dell’Anna.
La riserva d’acqua, tramite due “bottaccioni“, permise di alimentare due macine: una per il grano ed una per il granturco.
Il complesso molitorio consiste in due edifici, con due macine quello superiore, una nell’impianto minore (di ripresa) posto subito a valle.
La macinazione, quasi esclusivamente di grano, è svolta a uso prevalentemente familiare e fornisce il necessario per la confezione e la vendita di prodotti trasformati (pane, biscotti, ecc.).
E’ uno dei pochissimi mulini ancora funzionanti in Umbria.
 

Fonti documentative

S. Guiducci – Guida di Spello – Assessorato al Turismo.
A. Melelli F. Fatichenti – L’Umbria dei Mulini ad Acqua – 2013
 

Da vedere nella zona

Castello di Nottiano
Castello di San Giovanni di Collepino
Castello di Collepino
 

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