Castello di Costacciaro – Costacciaro (PG)

Il comune ha attivato il Museo Laboratorio del Parco del Monte Cucco, un centro documentativo del Parco studiato per i ragazzi e insegnanti, un modo affascinante per avvicinare i ragazzi alla scoperta della natura.

 

Da qui partirà il viaggio del nostro sito alla scoperta dei Templari fra Umbria e Marche, e visiteremo uno ad uno i luoghi che conservano ancora tracce del loro passaggio in queste terre di confine a ridosso della via Flaminia.

 

Cenni Storici

L’origine del nome Costacciaro (Castrum Costacciarii), Colle Stacciarii, da alcuni viene fatta risalire al nome di un antico possessore del castello: Staccianus; dunque, secondo questa tesi, la famiglia fondatrice, d’origine eugubina, fu probabilmente quella degli Stacciari ancor oggi presenti a Gubbio, ma, nel 1300, il suo nome cambiò in Castrum Costacciarii.
La costruzione dell’antica Via Flaminia, accanto a templi, terme e santuari, favorì anche il sorgere di numerosi borghi che, una volta caduto l’Impero Romano, divennero sempre meno sicuri a causa delle frequenti invasioni barbariche.
Questo fu lo stimolo principale per la costruzione di fortificazioni come Costacciaro posto sulla cima di un colle, che riuscì a sfuggire alle scorrerie delle popolazioni germaniche.
Nel corso del XIII secolo, il Comune di Gubbio iniziò il programma di difesa del suo vastissimo territorio, costruendo nuovi castelli e ampliando quelli esistenti, compreso Costacciaro che fu caratterizzato da una struttura difensiva con cinta muraria e da un articolato sistema di torri e porte, ancora in parte esistenti.
Per sei secoli il castello fece parte integrante del Comitato Eugubino in quanto il castello aveva importanza strategica poiché segnava il confine del comitato eugubino e quando Gubbio, con tutto il suo territorio, nel 1384 si assoggettò spontaneamente ai Montefeltro, Costacciaro divenne l’estremo baluardo del Ducato di Urbino e per questo rappresentò, lungo la Via Flaminia, la porta di accesso ed estremo baluardo al suo territori.
Costacciaro divenne in breve tempo un avamposto militare molto importante, tanto che nel 1434 fu dotato della “mantellina” un macchinario per la preparazione di sfere di pietra utilizzate a difesa del castello.
Il Duca Federico II, alla fine del XV secolo, si preoccupò di potenziare ulteriormente le difese del castello con la costruzione del Rivellino, bastione difensivo dalla singolare forma a prua di nave, a difesa del lato sud e di garantirne l’approvvigionamento idrico a mezzo di nuovi condotti di adduzione e di fonti.
Per realizzare quest’opera Federico II si avvalse del noto architetto militare Francesco di Giorgo Martini da Siena, al quale si devono le rocche di Mondavio, Sassocorvaro, San Leo ed altre importanti opere architettoniche.
Decaduta la Signoria d’Urbino, Costacciaro entrò nella sfera d’influenza dello Stato Pontificio.
Risale a questo periodo (1551) la nascita di un’importante “zecchiera” dello Stato Pontificio (ferriera) lungo il torrente Scirca, fondamenta e protagonista dell’economia del territorio fino al XVIII secolo.
Costacciaro diede i natali ad illustri personalità nel campo della letteratura.
Ludovico Carbone (XVI secolo), studioso di materie giuridiche ed il Vescovo di Aqui Mons. Bonaventura Pio Fauni (XVI secolo) detto “Il Costacciaro” , illustre teologo che ebbe voce in capitolo nel Concilio di Trento.
A Costacciaro, a partire dalla metà del Duecento, andò lentamente formandosi e consolidandosi, nell’arco di quasi tre secoli la proprietà collettiva di una delle più antiche Università agrarie dell’Umbria, quella degli Uomini Originari.
La comunanza agraria gestisce circa 1.650 ettari di territorio del Massiccio del Monte Cucco, la sua sede odierna è rappresentata dalla “Caciara” uno storico edificio anticamente destinato allo stoccaggio ed alla stagionatura del cacio prodotto con il latte del bestiame al pascolo in montagna. All’interno della “Caciara” sono oggi custodite, e visibili, anche talune preziose pergamene (la più antica delle quali rimonta all’anno 1291, mentre la più recente al 1427), che riassumono buona parte della plurisecolare storia di questo ente montano.
Oggi Costacciaro è un piccolo borgo di circa 1,300 abitanti distribuiti su un vasto territorio che comprende le frazioni di Villa Col de Canali, Costa San Savino, Rancana immerso nel Parco Regionale del Monte Cucco, dove i ritmi dell’uomo seguono ancora quelli della natura che lo circonda, mantenendo alto il livello della qualità della vita.
 

Fonti documentative

Opuscolo informativo del Comune di Costacciaro

http://www.comunecostacciaro.it/

 

Per approfondimenti

http://www.eugubininelmondo.com/fr/CastrumCosta.html
 

I Templari del Monte Cucco

 

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