Santuario della Madonna delle Fontanelle – Montecolognola di Magione (PG)

Il Santuario è abbandonato e chiuso ed è difficile visitarlo, si può vedere all’esterno seguendo le indicazioni stradali presenti sulla provinciale che da Magione conduce a Montecolognola.

 

Cenni Storici

In luogo isolato dal centro abitato di Magione, sul pendio ad ovest dell’abitato, si trova il complesso chiesastico molto articolato che comprende un ex monastero che in parte, in tempi recenti, venne adattato a casa canonica.
La sua edificazione è stata associata ad una leggenda di un’apparizione mariana.
Secondo G. Belforti e A. Mariotti, l’edificazione dell’edificio religioso si ebbe nel 1508 accanto ad una sorgente considerata taumaturgica e che ora è inglobata in un vano che si trova nella parte sottostante l’abside e sulle fondamenta di una struttura religiosa in rovina su un muro della quale era dipinta un’immagine della Madonna con in mano una rosa e con il Bambino sulle ginocchia.
Questa struttura, probabilmente, era quanto rimaneva della chiesa di S. Maria de Fonnicis, nei pressi dell’insediamento di villa Fontince, da identificare nell’attuale vocabolo catastale Fonticchio vicino Montecolognola, variamente attestato nella seconda metà del secolo XIII, quando con altri piccoli nuclei abitati sparsi all’intorno, Torricella nonché gli scomparsi Cerbasciano e Mandelle, costituiva una comunità a tutti gli effetti.
Questa chiesa, durante i lavori di edificazione del castello di Montecolognola e dopo la spaccatura dell’unità religiosa locale con la costruzione della chiesa di S. Giovanni Battista in Pian di Carpine, Magione, costituì il punto di riferimento religioso per quanti attendevano alla detta edificazione tra i quali, neanche a dirlo, vi furono anche abitanti degli altri piccoli insediamenti.
Per circa un cinquantennio la chiesa svolse funzioni parrocchiali, fino a quando non si costruì quella di S. Maria Annunziata all’interno del castello.
Tale erezione finì per relegare S. Maria de Fonnicis sempre più ai margini della vita religiosa della nuova comunità e l’edificio cominciò a rovinarsi finché il degrado non risultò pressoché definitivo.
Nessuno di coloro che la videro rovinare più o meno lentamente avrebbe mai immaginato che dopo un paio di secoli questa chiesa sarebbe tornata a vivere.
La struttura realizzata tra la fine del secolo XV e i primissimi anni del successivo, fu unita alla compagnia del Santissimo Crocifisso di Montecolognola fin dal 1498 e nel 1504 furono i confratelli di questa che la concessero ai frati conventuali di S. Francesco di Perugia.
Fu in questo periodo, ai primi del Cinquecento, che alla chiesa venne annesso un convento con relativo chiostro e assunse a pieno titolo le caratteristiche di un complesso religioso di una certa consistenza che, ancora oggi, la connotano.
La lapide apposta alla destra dell’ingresso attuale, in cui si legge la seguente iscrizione 1508 F[ECIT] CO[MMUN]I[TAS] MO[NTIS COLONIOL]E, attesta l’anno in cui, probabilmente, furono ultimati i lavori di edificazione dell’edificio.
Tracce di ampliamento del complesso originario, possono leggersi agevolmente all’esterno della parete settentrionale dell’asse longitudinale della chiesa.
Sempre ai francescani si deve l’erezione del dossale in arenaria che fa da sfondo all’altare e realizzato nella seconda metà del secolo XVI al massimo nei primi anni del successivo.
Dietro di esso, infatti, si trova un affresco sul quale vi è la data 1608.
Ma la presenza francescana non era comunque destinata a durare a lungo e con essa doveva finire una parte importante della storia di questa struttura. Quando intorno alla metà del Seicento, il convento fu soppresso da Innocenzo X (1644-1655), la chiesa finì per essere ridotta ad una semplice cappellania.
Tra la fine del secolo XVIII e l’inizio del successivo la struttura era «quasi diruta», ma il suo cappellano, don Vincenzo Agostini, impedì che si fosse rovinata del tutto.
Costui risistemò l’abitazione e demolì il colonnato del chiostro sul quale posavano le camere monastiche.
Nella prima metà dell’Ottocento il parroco di Magione, don Vincenzo Massini, godeva di questa cappella che, probabilmente, già era assurta a santuario, non a caso in quel periodo la chiesa era “frequentata il lunedì di Pasqua” e la domenica successiva da molta gente che si recava “a lucrare le indulgenze quivi concesse“.
 

Esterno

La struttura che in origine doveva avere dimensioni più contenute ha subito modifiche nel corso dei secoli e presenta evidenti segni di riutilizzo di vecchi materiali.
Alla stessa è addossata una casa colonica che fino a pochi anni fa era abitata dal contadino che curava i terreni circostanti la chiesa.
La facciata è in pietra a vista con portale in arenaria a stipiti e trabeazione lavorati con capitello e apertura monofora a conci in pietra lavorata.
La muratura è molto rimaneggiata con pietre di vario formato e lavorazione; i cantonali sono in pietra squadrata di grande dimensione.
Il fianco sinistro presenta due grandi archi tamponati su muratura di residua demolizione.
Sono presenti conci di grosse dimensioni come anche, nella parte mediana, grandi conci sovrapposti, residuo forse di vecchio cantonale.
E’ avanzabile l’ipotesi che le due arcate immettessero in cappelle laterali.
Una campana è appesa sulla parete sinistra della canonica.
La parete del transetto contiene la porta laterale di accesso alla chiesa.
 

Interno

La pianta è a croce latina con la navata scandita da cinque arconi portanti la copertura e l’intersezione con il transetto origina la zona del presbiterio.
La pala d’altare, rivestita in pietra serena, delimita la sacrestia, e nel retro contiene l’affresco datato 1608 dell’Incoronazione di Maria in Paradiso.
La pala mostra tre nicchie al centro, con ai lati le statue lignee di S. Francesco e S. Chiara e al centro l’immagine sacra della Madonna a cui fa riferimento la devozione popolare.
Nella parte terminale troviamo l’affresco con la Deposizione.
Presenta volute, pinnacoli, facce d’angelo e due porte di accesso alla sacrestia, con timpano arcuato spezzato con il vecchio altare addossato alla parete.
Le pareti laterali contengono due arcate in pietra serena e colonne contenenti affreschi.
Ai lati, sul transetto, due altari in gesso con tele sovrastanti; una tela è stata rubata e una è stata portata al museo.
Sulla destra, prima del transetto, nicchia con affresco e cassa in pietra per l’elemosina.
In un locale con volta a crociera, che si trova sotto la parte presbiteriale, accessibile dall’esterno esiste una cavità dove è presente una pozza di acqua sotto una roccia coperta da muschi dove sopra è stata posizionata in forma devozionale una statua della Madonna.
La presenza dell’acqua e la sacralità del luogo fa presupporre antichi riti pagani etruschi legati al culto appunto delle acque, che solo successivamente è stato riconvertito in versione cristiana.
 

La leggenda

Alla base dell’erezione del Santuario c’è una leggenda che parla di una bambina, o una donna che si recò presso la fonte che si trovava nel luogo dove poi fu eretta la chiesa ad attingere acqua e, mentre riempiva il suo recipiente, le comparve la Madonna.
Tornata a casa raccontò dell’apparizione e se vi fu chi le credette vi fu anche chi la derise chiedendole di provare quello che diceva.
Tornata alla fonte la bambina raccontò dell’incredulità della gente alla Vergine che le disse di riempire il recipiente che aveva con sé e collocarlo rovesciato sulla testa.
Quando tornò da chi non la credeva con la brocca piena nonostante fosse rovesciata, si può ben immaginare lo stupore della gente.
Tutti credettero all’apparizione e si prodigarono per costruire la chiesa.
 

Fonti documentative

G. RIGANELLI, Religione e strutture religiose in area magionese dall’antichità ai primi secoli dell’età moderna, in Magione: venti secoli di storia, cultura, ritratti e spiritualità, Magione 2001, pp. 1-177.

http://www.magionecultura.it/

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=3401

 

Da vedere nella zona

Chiesa di Santa Maria Annunziata – Montecolognola
Chiesa di Sant’Andrea – Monte del Lago
Chiesa di San Cristoforo – Cimitero di Passignano sul Trasimeno
Castello di Montecolognola
Chiesa di Santa Maria de Ancaelle – Sant’Arcangelo
Chiesa di San Cassiano – Torricella
 

Ringraziamento

Il mio più sincero grazie va a Don Stefano parroco di Magione senza l’aiuto del quale queste pubblicazioni non sarebbe stato possibile farle. Grazie alla sua disponibilità e al tempo che mi ha dedicato.
 

Mappa

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