Castello di Ceselli – Scheggino

Il Castello sorge a ridosso della statale Valnerina e da li è possibile raggiungere diversi siti interessanti di seguito esposti.

 

Cenni Storici

Castello di poggio del XIII-XIV secolo sulla destra idrografica del fiume Nera (m. 317).
Il suo nome, come quello della vicina villa di Cese nel comune di Spoleto, deriva probabilmente dal latino “caedere“, che significa tagliare e disboscare.
La tradizione orale ne attribuisce la fondazione al feudatario Cesello, mitizzando l’origine altomedievale del castello eretto a difesa del feudo abbaziale di San Pietro in Valle, affidata ai signori di Ceselli, vassalli dei duchi di Spoleto.
Un insediamento più antico sorgeva poco più a monte, ne rimangono solo pochi resti di murature e i ruderi dell’antica chiesa dedicata a Sant’Angelo, dipendente dal plebato di Civitella.
Nel XII secolo il territorio fu dominato da un castello feudale del duca di Spoleto, poi, fece parte del feudo abbaziale di San Pietro in Valle.
Nel 1190 Transarico, Abate di San Pietro in Valle cede tutti i castelli della badia al Comune di Spoleto, partecipa all’atto anche il signore di Ceselli Ascaro di Gentile.
Nel XIII secolo ci fu l’invasione della valle da parte di Spoleto e Ceselli rimase fedele a Spoleto anche durante la ribellione della Valnerina del 1522.
Nel 1527 resiste validamente ai lanzichenecchi e colonnesi reduci dal sacco di Roma.
Nel 1546 si dota di statuti, da cui si apprende che l’arenga comunale era il consiglio dei focolari o capifamiglia e si radunava nella Chiesa di Sant’Angelo.
Il podestà era eletto dall’arenga di Spoleto ed era coadiuvato da un notaio.
Il vicario era designato dall’arenga locale per un semestre ed era coadiuvato da due consiglieri e dal camerario.
Con la Restaurazione del 1814 Ceselli fu comune unito alla residenza governativa di Spoleto.
Nel 1860 entrò a far parte del Regno d’Italia.
A seguito della deliberazione favorevole del Consiglio provinciale del settembre 1868 e poi con la delibera del Consiglio del 28 marzo 1875 il Comune di Ceselli fu soppresso e aggregato a quello di Scheggino.
Fuori della porta a valle si è sviluppato il primo nucleo del borgo, che si è progressivamente attestato lungo le strade carrozzabili che circondano il paese.
 

Aspetto

Il castello, sito sulla riva destra del Nera conserva ancora in larga misura la sua struttura originaria. L’impianto urbanistico è caratterizzato da una strada centrale, che si snoda a tornanti tra le due vie di accesso, e da alcune trasversali semicircolari a fondo cieco, che si irradiano verso le antiche mura, di cui si individua ancora il perimetro.
Lungo la via dell’accesso principale si allineano delle tipiche costruzioni rurali sorte intorno a delle aie lastricate, che costituivano gli antichi annessi agricoli del castello.
Fuori della porta d’ingresso del castello a valle, si è sviluppato il borgo, ora allungato lungo la strada statale e caratterizzato dalle tipiche case di pendio, con accessi da lati diversi e a diversi livelli per la stalla e per l’abitazione.
 
 
 

Chiesa di San Michele Arcangelo

Domina l’abitato la chiesa di San Michele Arcangelo, dipendente dal plebato di Civitella, edificata nel secolo XIV utilizzando come abside la torre poligonale del cassero, poi trasformata in campanile. L’edificio è stato più volte rimaneggiato ed ampliato fino ad assumere l’aspetto attuale di chiesa a navata unica con altari laterali.
La sistemazione ottocentesca, sfruttando il pronunciato dislivello della piazza, ha enfatizzato l’imponenza della facciata preceduta da una scalinata.
Nella pala d’altare è dipinta una Crocifissione.
Alla parete destra, San Vito incoronato da angeli, tela del 1664.
Dell’antica parrocchiale, già dedicata a San Sebastiano, si conservano ancora alcuni affreschi, nel vano dell’abside Crocifissione e santi (1603) e due Madonne con Bambino (1525).
Nella contigua sacrestia rimangono tracce di affreschi della prima metà del XVI.
 

OSTERIA DI CESELLI

A Ceselli confluivano sia la strada di valle proveniente da Colleponte, che formava un percorso parallelo all’antica strada della Valnerina che si manteneva alla sinistra del fiume, sia quella che scendeva ripidamente da Monte S. Vito e che attraversava la strada della Valnerina ed il fiume ad Osteria di Ceselli.
Da questa località prendeva avvio uno dei percorsi montani per Spoleto che funzionava anche come collegamento con i centri situati sulle pendici della dorsale M. Fionchi- Castelmonte.
Ad Osteria di Ceselli, dall’altra parte del Nera, esisteva una edicola affrescata con una figura di San Barnaba, di un pittore umbro del secolo XVI, non è più rintracciabile.
 

Bibliografia

ANGELINI ROTA G. Guida di Spoleto e del suo territorio, A.G. Panetto e Petrelli, 1929
FABBI A. Guida della Valnerina: storia e arte / Abeto (PG), presso l’autore, 1977
FABBI A. Storia dei comuni della Valnerina Abeto (PG), presso l’autore, 1976
FAUSTI L., I Castelli e le ville dell’antico contado e distretto della città di Spoleto, Editoriale Umbra, Perugia, 1990
FAUSTI L., Le Chiese della Diocesi di Spoleto nel XIV secolo secondo un codice del XVI secolo, Archivio per la storia ecclesiastica dell’Umbria, Foligno, 1913
GENTILI, GIACCHÈ, RAGNI, TOSCANO, L’Umbria – Manuali per il territorio – La Valnerina, Il Nursino, Il Casciano – Edindustria Roma, 1977
GUERRINI G.,Le chiese di Santa Maria
JACOBILLI L., Vite de Santi et beati dell’Umbria, 1656
PALMIERI A. Statistica dello Stato Pontificio, tipografia Forense, Roma 1859
QUIRINO R., Piermatteo Gigli e il suo compagno, aspetti della pittura spoletina post-spagnesca Spoletium 36-37, 1992
 

Da vedere nella zona

Castello di Civitella
Chiesa di San Valentino
Chiesa di San Vito
Paese di Schioppo
 

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