Casteldilago – Arrone (TR)

Casteldilago è situato sopra uno sperone di roccia che domina il fiume, e ha preso il nome dal lago su cui si specchiava in tempi remoti ma che ora non esiste più. Ne è rimasto solo il ricordo nel toponimo e negli attracchi delle barche poco sopra la strada che conduce al paese.

 

Cenni Storici

Casteldilago è un piccolo borgo a 10,5 km da Terni e ubicato su un colle a 326 mt slm.
Questo antico borgo medioevale, è nato su una piccola altura intorno ad un castello di cui oggi non restano quasi più trace, ne della rocca, ne della cinta muraria, solo qualche rovina.
Secondo i dati del censimento del 2001, gli abitanti sono 441.
Casteldilago fu edificata su un pianoro roccioso che sovrasta di oltre cento metri la valle dove scorre il fiume Nera. Il borgo era una fortificazione strategica per la sicurezza della Valnerina, poiché controllava uno snodo viario trasversale alle due grandi arterie consolari: la via Flaminia e la via Salaria, la Via Curia (o Strada Romana), che collegava Rieti e Terni con Spoleto.
Le prima notizia scritta che si ha del castello risale al 1033, si legge nel registro dell’Abbazia di Farfa che un tal Berardo detto Moco donò al monastero alcuni beni tra cui Casteldilago, che tra il 760 e il 1291 ha fatto parte della diocesi di Narni, per poi essere trasferito in quella di Spoleto.
In effetti già alla fine del sec. XII Spoleto vantava dei diritti sul castello e Gentile da Chiavano ne rinnovò la sottomissione alla città nel 1212.
Già comune autonomo, denominato Castel di Lago, fu accorpato nel 1875 dal comune di Arrone, di cui segue la storia, che all’epoca faceva parte della provincia di Perugia.
Salendo al centro del paese, percorrendone i vicoli stretti e scoscesi, acciottolati, si può apprezzare ancora il tessuto edilizio medievale, probabilmente duecentesco, caratterizzato da filari irregolari di pietra calcarea bianca.
 

La Chiesa di San Valentino

Merita una visita la chiesa parrocchiale di San Valentino che, addossata sulla parete rocciosa su cui poggia il paese,corona uno sperone posto alla sommità della cinta muraria; la chiesa presenta un portale del ‘500 con una lunetta al cui interno c’è un affresco del ‘500 “la Madonna col Bambino”. Il titolo della parrocchiale, che onora il vescovo ternano martirizzato il 14 febbraio 273 al LXIII miglio della via Flaminia, testimonia la fondazione altomedievale della chiesa, forse edificata come pieve durante la stagione del Ducato longobardo di Spoleto tra il VII e VIII secolo.
Per i dettagli e gli approfondimenti sulla chiesa http://www.predella.it/
 
 

MUSEO DELLA CERAMICA

Durante dei lavori di ristrutturazione sono stati rinvenuti, di recente, all’interno di un “butto”, antica cisterna utilizzata come discarica, numerosi oggetti di uso comune: cocci in ceramica, ossi provenienti da resti alimentari, oggetti in metallo e pezzi di vetro.
Si tratta in particolare dei seguenti reperti: maioliche, di ottima qualità, decorate con stemmi di famiglie nobili (Orsini, Medici, Lauri, Clementini); ceramiche da cucina; frammenti di calici, di bottiglie e di bicchieri di vetro.
Inoltre sono stati ritrovati degli oggetti curiosi, come ad esempio: giocattoli, fibbie e bottoni, due campanelli – uno di ceramica e uno in metallo per le mucche o i maiali -, un salvadanaio, qualche piccola moneta e due grandi vasi da notte del XVI secolo, uno dei quali quasi intatto.
Le maioliche ritrovate sono accomunate da una singolare caratteristica, poiché provengono da tutte le fabbriche di ceramica dell’Italia centrale: Deruta, Gubbio, Spoleto, Todi, Acquapendente e Bagnoreggio. Inoltre sono presenti pezzi provenienti da due o tre fornaci locali non ancora identificate.
Gli oggetti sono stati puliti, conservati e catalogati da Timothy Clifford, studioso inglese ed ex direttore della galleria nazionale di Scozia, lui stesso abitante di Casteldilago, e che, con grande perizia scientifica, ha contestualizzato i reperti nei rispettivi periodi storici.
Per prenotare visite al museo:
Durate orario d’ufficio: 0744388710
Fuori dall’orario d’ufficio: 3357529230
 

Fonti documentative

http://www.casteldilago.it

http://it.wikipedia.org/

 

Da vedere nella zona

Vecchio mulino del ‘550 o ‘600: sono visibili ancora i vecchi meccanismi di lavorazione ed il bacino di carico dei prodotti.
Chiesa di San Valentino
Museo della Ceramica
Chiesa di San Nicola
Castello di Arrone
 

Nota

La galleria fotografica e i testi sono stati elaborati da Silvio Sorcini
 

Mappa

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