Castello di Nortosce – Cerreto di Spoleto

Il Castello sorge su uno scoglio a ridosso della profonda e stretta valle del Corno, con una meravigliosa visuale sulla gola do Balza tagliata.

 

Cenni Storici

Vecchio insediamento del territorio di Ponte, oggi frazione di Cerreto di Spoleto. Castello montano di poggio, conteso a lungo tra Cerreto, Spoleto, Norcia e Cascia, costruito nel sec. XIII, a quota mt. 851 s.l.m., su un costone a picco sulla Valle del Corno, attorno alla chiesa parrocchiale ed al suo sagrato antistante.
Il paese attuale è stato ricostruito poco distante rispetto all’originario, chiamato Castel S. Maria e distrutto, forse, dal terremoto nel 1328, di cui restano solo labili tracce che si possono notare poco prima del paese a monte della strada.
Dal centro abitato si staccano degli edifici, costruiti lungo la strada di accesso, seguendo una classica tipologia di costruzioni a schiera, successivi a quelli originari.
Già appartenuto al demanio di Spoleto, poi passato al diretto dominio della chiesa, cui nel 1220 pagava il fodro. Nel 1232 divenne per breve tempo dominio di Cerreto, per poi ritornare alla chiesa. Nel 1442 Nortosce fu ceduta dal Papa alla città di Norcia, poi riconquistata dagli Spoletini nel 1451 e poi tornare definitivamente a Cerreto di Spoleto.
Il tessuto edilizio di gran parte della frazione è stato recentemente ristrutturato ed ha conservato le su peculiarità architettoniche, ma le abitazioni sono usate solo nel periodo estivo dalle famiglie originarie emigrate altrove per motivi di lavoro, al censimento del 2001 risultavano 7 abitanti, nel 2011 ne era rimasto solo uno.
 

LA CHIESA DI SAN PIETRO

La Chiesa di San Pietro, ricordata da documenti del sec. XIV come dipendente dalla pieve di Santa Maria Assunta di Ponte è una ricostruzione forse cinquecentesca di una chiesa più antica, di cui si intravedono brani di muratura.
Esternamente si presenta con una tipica facciata a capanna e campanile a torre. L’interno è a una sola navata, con due archi rompitratta, presenta un’interessante decorazione a finti marmi con scene figurate nelle specchiature centrali, quasi tutte perdute successivamente al 1950, quando si aprirono nicchie per alloggiarvi statue.
Nella chiesa sono conservate tre tele d’altare: “La consegna delle chiavi” sull’altare maggiore, del XVIII secolo, una “Madonna del Rosario” del XIX secolo, una “Visitazione” del XVII secolo.
Vi sono poi cinque dipinti votivi ad olio su muro del secolo XVI, votivi rappresentanti la Beata Vergine Maria col Bambino, S. Giuseppe, S. Apollonia, S. Rita e S. Maria Maddalena.
Sono presenti anche un battistero e un tabernacolo ligneo del XVI secolo.
 

CURIOSITA’

Il nome del paese sembra derivare da una leggenda che situa un orto con un albero di noce proprio sul sito dove sorgerà il piccolo abitato: da quell’albero il nome di “Nortosce“.
Un altro aspetto misterioso del paese, un tempo famoso per l’allevamento di capre, è quello che riguarda la cosiddetta fontana di Peneje, di epoca romana, la cui acqua sgorga da secoli dalla montagna, mantenendo tuttavia celata la propria fonte.
 

NOTA FAUNISTICA

A più riprese a ridosso del paese è stata rilevata la presenza dell’orso appenninico, che di notte ha razziato arnie di api dopo aver divelto le reti degli orti che stanno poco prima del paese.
 

Fonti documentative

Luigi Fausti I Castelli e le Ville dell’Antico Contado e Distretto della Città di Spoleto a cura di Sperandio B. Gentili L. Pacifici E.
Toscano B., Giacchè L., Ragni B., (1977), L’Umbria. Manuali per il territorio. La Valnerina. Il Nursino. Il Casciano, Roma, Edindustria
 

NOTA

Le gallerie fotografiche e i testi sono stati eleborati da Silvio Sorcini
 

Da vedere nella zona

Pieve di Santa Maria Assunta – Ponte
Gole di Balza tagliata - Triponzo
Iscrizione rupestre – Triponzo
 

Mappa

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